ROMA, 13 AGO – Tutti pagheranno qualcosa, meno gli evasori. Lo constata dopo la manovra-bis varata ieri dal governo, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.
''Troppi e decisivi dettagli attendono di essere chiariti'', scrive Tarquinio nell'''Altro editoriale'' in prima pagina, e non si puo' ancora formulare un ''giudizio articolato'', ma si puo' certo osservare che ''tutti, poveri, ceto medio e (veri o presunti) ricchi, pagheranno qualcosa. Politici compresi. Tutti, meno gli evasori''.
''Gli unici – rimarca il quotidiano della Cei – che non hanno legge, che non subiscono tagli, che dribblano i sacrifici. Chi ci governa e chi siede in Parlamento ricordi che, da oggi, tutto cio' che verra' scontato e addirittura condonato o perdonato a quest'altra 'casta' pesera' 45 miliardi di volte in piu' nel giudizio degli italiani onesti''.
Nella pagina interna degli editoriali inoltre Avvenire pubblica un intervento in cui Carla Collicelli del Censis commenta che da questa manovra ''se ne potra' uscire con le ossa rotte, cioe' con un aggravamento degli squilibri, ma se ne potra' anche uscire con un miglioramento decisivo della coesione sociale del Paese, a patto che si rispettino due condizioni'': ''togliere laddove vi e' una situazione di grande disponibilita' e/o di privilegio, e riequilibrare verso chi ha troppo poco rispetto ai bisogni, e non di procedere con tagli indiscriminati'' e ''un simile processo avvenga con la collaborazione di tutte le parti sociali chiamate a collaborare, senza esclusione''.