Manovra, Di Pietro: "Cambiamola". Poi sfida Bersani

ROMA, 6 LUG – Antonio Di Pietro lancia una sfida al governo ''per modificare profondamente una manovra socialmente ingiusta'', ma anche agli alleati e in particolare al Pd di Bersani dopo la scelta fatta ieri di astenersi in Aula alla Camera sull'abolizione delle Province. A questo proposito il leader dell'Idv ha metaforicamente lanciato un'accusa quella di ''corruzione parlamentare in concorso tra maggioranza e una parte delle opposizione''. L'ex pm ha ricordato ''l'impegno elettorale da tempo preso da tutti i partiti a cancellare le Province, impegno ieri tradito raccontando un sacco di 'frottole', come la scusa di riportare tutto in Commissione. E' stata una proposta di inaccettabile ipocrisia''.

La manovra ''alternativa'' verra' proposta dall'Idv attraverso quattro mozioni, che verranno presentate in Aula alla Camera una alla settimana. Il titolo dell'operazione e' ''Costi della politica, un'altra finanziaria possibile''. ''E' anche una proposta fatta al centro sinistra e al Pd''.

Il primo documento parlamentare propone che i servizi dei comuni sotto i mille abitanti vengano accorpati obbligatoriamente. I tecnici dell'Italia dei Valori prevedono un risparmio di tre miliardi di euro che consentirebbero ampiamente la cancellazione dei ticket sanitari e il ripristino dell'indicizzazione delle pensione.

La riduzione delle auto e dei voli blu e' l'obiettivo della seconda mozione con un risparmio valutato in quattro miliardi di euro. Con questo introito si potrebbe eliminare ''una voce della manovra lacrime e sangue del governo'', vale a dire la soppressione dell'aumento dei bolli per i conti e i depositi bancari. Con il blocco delle consulenze inutili si potrebbero raccogliere due miliardi di euro per eliminare il blocco degli stipendi del pubblico impiego, la riduzione del numero dei docenti e in particolare degli insegnanti di sostegno. Con l'ultima mozione l'Idv – ha spiegato Di Pietro – propone l'eliminazione dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali insieme al taglio dei rimborsi elettorali ai partiti: risparmio previsto due miliardi di euro che consentirebbero la rinuncia all'aumento dell'eta' pensionabile delle donne voluta da Tremonti.

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Emiliano Condò