Manovra, Famiglia cristiana: "E' macelleria sociale"

ROMA, 19 LUG – Da una parte una ''casta'' politica ''attenta solo a salvaguardare i propri privilegi''. Dall'altra ''una 'macelleria sociale' contro il ceto medio e le famiglie con figli'', che esclude invece ''chi puo' essere chiamato a maggiori sacrifici''. E' durissimo il commento di Famiglia Cristiana alla manovra economica varata dal governo e approvata in tempi rapidi.

Un ''miracolo a meta''', lo definisce il settimanale dei Paolini nel nuovo numero, ''con un risvolto iniquo e vergognoso, che da' la misura della pochezza di questa classe politica. Si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, ma la politica non ci rimette un solo euro. L'amara medicina e' solo per il Paese, non per il Palazzo''.

Famiglia Cristiana usa argomenti analoghi a quelli di vari gruppi, organizzazioni, esperti del mondo cattolico subito dopo l'approvazione della manovra, evidenziando che sono ''lievi i tagli agli abnormi costi della politica'', e ''per lo piu' simbolici o rinviati al futuro''. E ammonisce: ''chi non assume, in prima persona, lo stesso fardello dei cittadini, non ha nessuna credibilita'. E' delegittimato''.

In piu', per il settimanale cattolico, ''il miracolo e' stato 'dimezzato' dalla natura dei tagli, lineari e indistinti, che salva le caste e aumenta le disuguaglianze''. Le famiglie, quindi, ''si ritrovano, ancora una volta, nell'occhio del ciclone''.

''Non e' un bel segnale – prosegue – vedere 'tagli indistinti' su tutte le agevolazioni fiscali per la famiglia: dagli asili nido ai mutui. E, al contempo, agevolazioni per le rendite finanziarie, o per specifiche categorie professionali''.

Una ''occasione persa'', secondo Famiglia Cristiana, quella ''del 'miracolo' di una politica, per una volta, responsabile. Che perde credibilita' per mancanza di 'buon esempio'. Poco affidabile. Incapace di tagliare costi e privilegi, e pensare al 'bene comune'. Arrogante con i deboli e pavida con i forti''.

''Vogliamo davvero vivere in un Paese cosi'?'', e' la domanda del settimanale nel suo Primo Piano. Un Paese, incalza, ''dove i parlamentari hanno i piu' ricchi assegni d'Europa, e dove esistono otto milioni di poveri, di cui tre davvero nell'indigenza assoluta? Quota, questa, che annovera, con sempre piu' frequenza, le famiglie numerose. Quasi a dire che la nascita di un figlio, in Italia, e' un fattore di poverta'''.

Famiglia Cristiana rileva che ''oggi il Paese deve restare unito, contro le speculazioni. Se vuole uscire dalla crisi e tornare a crescere''. Ma proprio per questo, aggiunge, ''occorre piu' coraggio. E investire in chi genera progetto e futuro''.

Quindi ''nei giovani, soprattutto, che entrano nel mondo del lavoro; nelle famiglie con figli; nelle imprese che investono i profitti in occupazione (e non in rendite finanziarie parassitarie e rapaci)''. ''Una sfida impegnativa – conclude – che ha bisogno di una nuova classe di 'traghettatori', all'altezza della gravita' dei problemi''.

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Emiliano Condò