Manovra: i tagli alla politica? Dal 2013…

ROMA, 4 LUG – Anche la politica stringe la cinghia per aggiustare i Conti pubblici, con riduzioni e tagli, molti dei quali pero' entreranno in vigore solo a fine legislatura. I primi sette articoli della Manovra, infatti, riguardano risparmi che il Palazzo si acconcia a fare.

Il trattamento economico di deputati, senatori, ministri ed anche di alti dirigenti pubblici e 'gran comis', afferma il primo articolo, non potra' superare quello della media Europea. Coinvolti anche i Consigli Regionali che dovranno adeguarsi con proprie leggi ai tetti stabiliti a livello nazionale. Il secondo taglio riguarda uno degli ''status simbol'' dei politici, e cioe' l'auto blu. La manovra stabilisce che la loro cilindrata non può superare i 1600. Faranno eccezione le auto per il Capo dello Stato, per i presidenti di Camera e Senato e per il Presidente del Consiglio, oltre che quelle blindate. E delle auto blu, cosi' come di ogni altro benefit (es. telefonino, studio), non potranno piu' godere quanti cessano dalle cariche istituzionali, ad eccezione del Presidente della Repubblica, e ferme restando i dispositivi di sicurezza. Tra l'altro perderanno il diritto ad avere un loro studio nel Palazzo gli ex presidenti di Camera e Senato.

Dei voli di Stato potranno beneficiare solo il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato, il Presidente del Consiglio, e quello della Corte costituzionale. Non sono stabiliti limiti a livello quantitativo o a livello funzionale, come quelli introdotti nel 2007 dal governo Prodi e poi abrogati dal governo Berlusconi. Le deroghe per i ministri dovranno essere pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio.

Dal 2012 Senato e Camera dovranno deliberare ''riduzioni di spesa'' anche per gli stipendi dei funzionari. I risparmi finiranno nelle Casse dello Stato al fine di pagare interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali. E sempre dal 2012 saranno ridotte del 20% le spese del CNEL, del Csm nonche' delle autorita' indipendenti, compresa la Consob.

Solo dalla prossima legislatura arrivera' il taglio del 10% al finanziamento dei partiti (circa 50 milioni degli attuali 500) che se aggiunti a analoghi tagli del 2007 e dell'anno scorso, porta una riduzione del 30%. E diventa obbligatorio anche l'election day, cioe' l'accorpamento di varie elezioni in un unico girono, che portera' circa 300 milioni di risparmi.

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Emiliano Condò