ROMA – ''Credo che vi sia un uso distorto dello strumento penale. Che, in ogni caso, non può sostituirsi ai tradizionali metodi di contrasto e prevenzione dell'evasione fiscale''. Lo afferma al Messaggero, Paola Severino, docente di Diritto penale e Prorettore dell' Universita' Luiss.
Con la manovra, premette Severino, si introduce ''una condanna immediatamente esecutiva anche se si tratta di una prima condanna'' in caso di evasione superiore ai tre milioni, cioe' ''si va direttamente in prigione col passaggio in giudicato della sentenza''.
''Si tratta – spiega quindi – di una modalità normativa che definirei eccezionale. Di un uso distorto dello strumento penale''. La lotta all'evasione, invece, avverte la giurista, ''deve essere capillare, ad ampio raggio'' e 'coinvolgere tutti, non solo per una determinata fascia di contribuenti''.