ROMA, 31 AGO – Il compromesso raggiunto ad Arcore per modificare la manovra economica sembra essere archiviato prima ancora di finire nero su bianco. Nonostante Silvio Berlusconi sparga ottimismo confidando ai suoi che l'accordo siglato con Umberto Bossi e Giulio Tremonti resti valido, il caos nella maggioranza resta.
Prova ne sia la retromarcia sulle pensioni. La tanto contestata norma (mini stretta sul riscatto degli anni del militare e della laurea) viene infatti cancellata e l'annuncio arriva dopo il faccia a faccia tra Maurizio Sacconi e Roberto Calderoli. Un incontro preceduto dalla minaccia di sciopero da parte dei sindacati 'amici' Cisl e Uil e da forti tensioni all'interno nel Pdl e nel Carroccio.
L'archiviazione del capitolo pensioni non riporta comunque il sereno nelle file del governo. Per il momento certezze sulle coperture, al di là delle ipotesi, non ci sono ed e' lo stesso capo del governo ad annunciare, in caso di mancato reperimento delle risorse, il ricorso all'aumento dell'Iva. Ma è come dire – senza dirlo – che la caccia alle coperture è iniziata.
Il messaggio del capo del governo ha l'obiettivo di rassicurare i mercati ma rischia di portare ad un nuovo scontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, da sempre contrario ad un innalzamento dell'Iva. A questo vanno aggiunti i problemi con la Lega Nord che, a detta di molti nel Pdl, è quella più in difficoltà in questo momento. Lo stralcio della norma sulle pensioni rischierebbe infatti di avere ricadute sui tagli agli Enti Locali tanto cari al Carroccio.
La fotografia è quella di un caos, con la commissione Bilancio bloccata in attesa degli emendamenti del governo e le lancette dell'orologio che corrono. Ai suoi interlocutori il capo del governo non ha nascosto l'irritazione ed il fastidio per le dichiarazioni alzatesi dalla maggioranza sulla manovra: non è il momento di fare dichiarazioni. Serve moderazione e senso di responsabilità''.
La giornata decisiva potrebbe essere quella di domani quando in una riunione a latere del Consiglio dei ministri – a cui potrebbe prendere parte anche Tremonti, la Lega Nord e anche il ministro della Giustizia Nitto Palma – si entrerà nei dettagli. La presenza del Guardasigilli, spiegano nella maggioranza, servirà per discutere l'ipotesi di inasprire le pene per gli evasori arrivando fino al carcere (come extrema ratio, ovviamente).
La corsa contro il tempo del governo per arrivare con il decreto in aula al Senato la prossima settimana si trova ad dover superare poi l'ostacolo della Lega Nord. In molti tra i Lumbard puntano il dito contro Roberto Maroni e Roberto Calderoli, 'colpevoli' a detta di molti di aver adottato una strategia rivelatasi un boomerang: come è possibile aver detto si' ad una norma del genere, si domandano nel partito.
A puntare il dito contro i due dioscuri del Carroccio sono poi diversi ministri del Pdl: La Lega ha annunciato due miliardi di tagli agli enti locali – sottolinea un ministro pidiellino – quando ancora nulla era stato quantificato. Il tagli, precisano dal Popolo della Liberta', ci saranno ma dipendono dai fondi che saranno recuperati dalla lotta all'evasione fiscale. Entrate che dovrebbero finire al 100% nelle casse dei Comuni.
