Manovra: sindacati si mobilitano, è un ricatto alla sanità

ROMA, 14 AGO – La manovra apre il rischio di un ''cinico ricatto'' alla sanita' ''per incentivare la riduzione delle prestazioni sanitarie piu' onerose a danno della tutela della salute dei cittadini''. Questa la conseguenza del differimento delle tredicesime per i medici negli ospedali che non raggiungono gli obiettivi di risparmio, secondo il segretario nazionale Fp-Cgil Medici, Massimo Cozza.

Inoltre, dice Cozza, i medici ''sono soli al fronte'' e i servizi sanitari, con i tagli agli enti locali, subiranno ''pesanti ricadute''. Da qui l'ipotesi mobilitazione. ''Tutti i sindacati medici (confederali e autonomi) hanno gia' proclamato unitariamente a luglio lo stato di agitazione e, a settembre – dice il sindacalista – concorderemo insieme ogni possibile azione di mobilitazione a difesa della sanita' pubblica''.

Piu' cauto il segretario nazionale di Anaao-Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri, Costantino Troise: ''Aspettiamo di leggere il testo. Quello che preoccupa di piu' e' lo scippo della liquidazione per due anni''. Secondo Troise ''la sanita', con questi ulteriori tagli dopo quelli del 2010 e della prima manovra del 2011, e' l'unico vero ammortizzatore sociale. Per noi il contributo di solidarieta' era gia' in vigore e ora i medici perdono il 20% del loro potere di acquisto''. ''Non so quindi come si possa dire che la sanita' non si tocca – aggiunge il rappresentante di Anaao-Assomed – penso che ignorino che i medici facciano parte del pubblico impiego''.

Il panorama delle norme riguarda 110mila tra medici e dirigenti sanitari. I medici pubblici, secondo Cozza, ''sono sempre piu' soli al fronte, con sempre minori risorse a disposizione per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini e sono tra i piu' colpiti dalla sequela di manovre di questo Governo, compresa questa ultima''. ''Al blocco del contratto e della retribuzione fino al 2014, oltre al prelievo forzoso sopra i 90mila euro, adesso – prosegue Cozza – ci saranno anche minori giorni di riposo per le festivita' praticamente soppresse (con relative minori indennita' economiche) e il Tfr posticipato di ben due anni per chi andra' in pensione''.

Inoltre ''al taglio di 8 miliardi della Sanita' deciso nella manovra di luglio (con in arrivo 2 miliardi di ticket a raffica dal 2014, che si potrebbero abbattere sui ricoveri ospedalieri e sulle visite dal medico di famiglia) adesso – sottolinea il sindacalista – si aggiungono altri 6 miliardi di tagli agli enti locali che si trasformeranno in una devastante riduzione dei servizi sociali con ulteriori pesanti ricadute anche in sanita'''.

Il senatore del Pd, Ignazio Marino, chiede ''chiarezza'' al ministro della Salute, Ferruccio Fazio. ''Se l'anticipazione di un anno del federalismo portera' con se' anche l'anticipo dei costi standard, il Servizio sanitario nazionale – dice Marino – sara' cannibalizzato da un sistema che non tiene conto delle reali esigenze, per i servizi e per la salute, di ciascuna regione''.

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Lorenzo Briotti