ROMA, 15 GIU – ''Basta soldi per i bombardamenti in Libia''. Dalla Lega arriva un nuovo avviso che fa salire la tensione nella maggioranza. Nel mirino, ancora una volta, le missioni militari. E' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha sempre criticato l'intervento contro Tripoli, a mandare il messaggio. ''Mi pare che ci sia un po' troppa gente che fa il tifo per l'abbandono nelle mani di Gheddafi di quanto rimane della Libia'', e' la replica del ministro degli Esteri, Franco Frattini.
Ieri, sottolinea Maroni, ''la Camera dei rappresentanti Usa ha bocciato la richiesta del presidente Obama di nuovi fondi per la guerra in Libia. Ora io voglio capire che cosa succedera'; se dovremo mettere noi i soldi che gli Usa non mettono piu' e' un problema''. L'opinione del titolare del Viminale e' che l'Italia e gli altri Governi europei ''dovrebbero seguire l'esempio americano e mettere semmai soldi per finanziare la democrazia in Libia, non i bombardamenti''. Il ministro auspica comunque ''la fine della guerra nel Paese nordafricano, altrimenti avremo immigrati, immigrati, immigrati''. Gia' 20mila profughi, ricorda, ''sono arrivati in Italia dalle coste libiche e finche' continueranno i bombardamenti, proseguiranno gli sbarchi di persone che vanno assistite''. A Maroni non sono poi piaciute le immagini di Gheddafi che gioca a scacchi con il presidente della Federazione internazionale di scacchi (Fide), il russo Kirsan Ilyumzhinov. ''Tutti i servizi segreti – osserva – non riescono a trovare il rais mentre lui gioca tranquillamente a scacchi: c'e' qualcosa che non funziona e noi siamo gli unici a subire impatti negativi''.
Diversa la posizione di Frattini, secondo cui ''in Libia dobbiamo continuare a sviluppare un'azione umanitaria per evitare stragi. Bisogna impedire le stragi e cercare una soluzione politica. Mi chiedo quanto potra' durare. In ogni caso, quando ci sara' un mandato di arresto per Gheddafi vi sara' un solo obbligo: quello di catturarlo e consegnarlo''. Il titolare della Farnesina aggiunge poi una buona notizia sul fronte migranti. Nei prossimi giorni il Cnt, il Governo di transizione a Bengasi, potrebbe annunciare il suo impegno a stipulare ''un patto per contrastare l'immigrazione clandestina''. ''Sarebbe – sottolinea – un segnale politico''.
Critiche alle parole di Maroni arrivano dall'opposizione. Per Gianni Vernetti (Api), ''le dichiarazioni del ministro sono soltanto demagogiche e riducono la credibilita' dell'Italia all'estero. Si comporta come se l'Italia non facesse parte dell'Unione Europea, della Nato e come se non fosse un membro delle Nazioni Unite. Invocare, infatti, la fine dell'impegno militare dell'Italia in Libia rappresenta una scelta unilaterale in contrasto con le richieste della comunita' internazionale''. Gli fa eco Enrico Farinone (Pd). ''Visti i continui distinguo di Maroni sui bombardamenti in Libia – chiede – quale e' la posizione, unica, del Governo? Se il ministro dell'Interno nutre così forti dubbi, c'e' stato un ripensamento nella posizione italiana? Uno scollamento del genere e' davvero segno di un governo allo sbando''. Da parte sua, il portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando, nota che ''anche Maroni si e' accorto di aver obbedito ad un'insana scelta del presidente Berlusconi. Ci auguriamo che il ministro dell'Interno dimostri un po' di coraggio e compia scelte coerenti con le sue affermazioni. Altrimenti, cosa probabile, saremo costretti a registrare l'ennesimo 'penultimatum' della Lega a Berlusconi''.
Per tre mesi di missione Unified Protector, secondo i dati divulgati dal sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, il costo per le casse italiane e' di 150 milioni di euro, pari, faceva notare, ''al deficit di alcune Asl''. Ma sui costi dell'impegno militare in Libia si discute anche in Gran Bretagna, dove il capo della Royal Navy e' stato convocato e aspramente strigliato dal premier David Cameron dopo aver sollevato dubbi sulla capacita' delle forze armate britanniche di sostenere un prolungato sforzo bellico. La Gran Bretagna, ha detto il numero 1 di Downing Street, puo' reggere lo sforzo di guerra in Libia ''per tutto il tempo che e' necessario''.
