ROMA – Un ''decreto'' da presentare ''al
prossimo Consiglio dei ministri'' – ''se il governo rimarra' in
piedi'' – ''per correggere la direttiva europea che di fatto
impedisce le espulsioni forzate'' dei clandestini. Lo annuncia
il ministro dell'Interno Roberto Maroni in un'intervista a
Libero, precisando: ''abbiamo ribaltato il principio: la regola
e' l'espulsione coattiva e l'eccezione e' il semplice foglio di
via''.
''Del resto – prosegue – abbiamo cominciato a farlo gia' nei
primi cinque mesi di quest'anno. I numeri dimostrano che abbiamo
non solo evitato l'interpretazione restrittiva data dall'Ue con
la direttiva del dicembre scorso, ma anche intensificato
l'attivita' di espulsione. Dal primo gennaio al 29 maggio 2011,
gli extracomunitari effettivamente rimpatriati sono 9.318,
praticamente il doppio di tutti quelli del 2010, grazie
soprattutto agli accordi con la Tunisia''.
Maroni invita a leggere ''alla luce delle differenze'' le
statistiche dell'Eurostat sulle espulsioni operate dai Paesi Ue,
che assegnano all'Italia una percentuale piu' bassa rispetto
agli altri Stati membri: ''per la Germania o la Francia – spiega
– espellere vuole dire accompagnare gli immigrati irregolari
alla frontiera interna piu' vicina, ad esempio l'Italia'',
mentre per noi ''significa rimpatriarli nei Paesi d'origine'',
operazione ''molto piu' complicata'' che nel 2011 si prevede
costi ''250 milioni di euro tra salvataggi in mare, prima
assistenza a Lampedusa, catering, attivita' delle commissioni
territoriali per le domande di asilo''.
Maroni individua un ''secondo handicap'' italiano, dato ''da
un'attivita' molto intensa, in particolare della magistratura,
che cerca di vanificare'' le iniziative del governo ''volte al
rimpatrio dei clandestini''. Terzo ''ostacolo'' quello delle
regole comunitarie, ''che sembrano fatte apposta per rendere
piu' difficili i rimpatri tipici dell'Italia, quelli nei Paesi
extra-Ue'', come la direttiva di fine dicembre secondo cui non
si possono fare rimpatri forzosi: ''il paradosso e' la richiesta
europea di maggior attivita' nei rimpatri effettivi, salvo poi
stabilire che quelli coatti devono essere l'eccezione solo se
rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale. La regola e'
il foglio di via, che deve contenere un termine non inferiore a
sette giorni. Cio' rende impossibili i rimpatri effettivi''.
Sull'arrivo di nuovi migranti Maroni afferma che per quanto
riguarda l'azione di contrasto in Tunisia ''le prospettive sono
buone'', decisamente meno lo sono invece in Libia, ''pessime e
collegate alla guerra'': le persone ''vengono spedite in Italia
dal regime'' di Gheddafi.