Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si è autosospeso. I suo poteri sono stati delegati al vicepresidente Esterino Montino.
“Ho detto la verità ai magistrati prima che l’intera vicenda fosse di pubblico dominio – dichiara Marrazzo – L’inchiesta sta procedendo speditamente anche grazie a quelle dichiarazioni, che sono state improntate dall’inizio alla massima trasparenza. Si tratta di una vicenda personale in cui sono entrate in gioco mie debolezze inerenti alla mia sfera privata, e in cui ho sempre agito da solo”.
“Nelle condizioni di vittima in cui mi sono trovato ho sempre avuto come obiettivo principale quello di tutelare la mia famiglia e i miei affetti più cari; gli errori che ho compiuto non hanno in alcun modo interferito nella mia attività politica e di governo”, continua il presidente della Regione Lazio nella nota.
“Sono consapevole – afferma Marrazzo in una nota – che la situazione ha assunto un rilievo pubblico di tali dimensioni da rendere oggettivamente e soggettivamente inopportuna la mia permanenza alla guida della Regione, anche al fine di evitare nel giudizio dell’opinione pubblica la sovrapposizione tra la valutazione delle vicende personali e quella sull’esperienza politico-amministrativa. Ho quindi deciso di autosospendermi immediatamente e a tal fine ho conferito al vicepresidente la delega ad assumere la provvisoria responsabilita’ di governo e di rappresentanza ai sensi della normativa vigente, rinunciando a ogni indennita’ e beneficio connessi alla carica”.
“In considerazione degli importanti provvedimenti di governo e legislativi che nell’immediato dovranno essere assunti, in virtu’ della particolare congiuntura economica e anche in relazione alle funzioni che svolgo in qualita’ di commissario di Governo, ho deciso di aprire un percorso – conclude Marrazzo – che porti alle mie dimissioni dalla carica di presidente della Regione”.
Un filmato di poco più di un minuto in camera da letto. Si vede un uomo che indossa soltanto una camicia, accanto ha un transessuale seminudo. «Favorite i documenti» intima una voce fuori campo. L’uomo sgrana gli occhi. «Non mi rovinate, non mi fate del male» risponde. Poi va verso un tavolino. Poco dopo vengono inquadrate alcune strisce di cocaina e una piccola cannula per aspirarla. Accanto c’è un tesserino della Regione Lazio che viene ripreso per captarne i dettagli. È intestato a Piero Marrazzo. Sembra proprio essere lui l’uomo ripreso con un telefonino all’interno dell’appartamento che si trova in via Gradoli, zona nord di Roma, anche perché dagli ambienti dove si sa escono particolari.
In particolare, c’è il fatto che davanti ai carabinieri, Marrazzo ha ammesso tutto. Scrive Carlo Bonini su Repubblica: “Ascoltato in Procura come parte lesa, Marrazzo conferma la sua presenza nell’appartamento sulla Cassia. Spiega di aver consegnato tremila euro in contanti al suo compagno di quel giorno e di essere stato derubato dai carabinieri di altri duemila che erano nel portafoglio. Aggiunge che i militari si sarebbero fatti consegnare “con modi intimidatori” i suoi documenti di identità (tesserino della Regione compreso) e che, solo a quel punto, e nonostante le dimensioni ridotte della stanza da letto (non più di 10 metri quadri) avrebbe realizzato che sul tavolino della stanza da letto c’erano “delle strisce di cocaina”.
Fiorenza Sarzanini, sul Corriere della sera, riporta uno stralcio del verbale di interrogatorio di Marrazzo. La vicenda risale a “un giorno ai primi di luglio”, quando “Marrazzo si tratteneva all’interno di un appartamento in compagnia di tale Natalie”. Secondo Bonini, la realtà è un po’ più complessa. Bonini scrive di avere parlato con “Natalie”, che “conferma di conoscere Marrazzo ma nega la circostanza di quell’incontro (“in luglio ero in Brasile”, dice). Sostiene che il “vero luogo” dell’irruzione non sia molto lontano da casa. E che, quella mattina di luglio, Marrazzo fosse in compagnia di una tale “Brenda”. Il dettaglio non è evidentemente secondario per valutare i ricordi e l’attendibilità dei protagonisti di questa storia. Ma non cambia la sostanza delle cose”.
