ROMA, 24 GEN – Dieci anni per una laurea quinquennale se si vive a casa con i genitori e non si lavora nel contempo ''sono troppi'': lo afferma il viceministro del Lavoro Michel Martone confermando di fatto le sue dichiarazioni, ma precisandone il contenuto e annunciando che in futuro sara' ''piu' sobrio ma sempre sincero''. ''Non mi riferivo – ha spiegato – a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso''.
''Mi rivolgo piuttosto a tutti quegli studenti che, pur vivendo a casa con i genitori e non avendo avuto particolari problemi- spiega – si laureano comodamente dopo i 28 anni. Dieci anni per una laurea quinquennale sono troppi. Soprattutto per un Paese come il nostro nel quale il terzo debito pubblico del mondo si sta mangiando il futuro di intere generazioni. Ce lo dicono tutte le statistiche: ci laureiamo troppo tardi e iniziamo a cercare lavoro troppo tardi. Mentre, se vogliamo avere il futuro che ci meritiamo e contribuire al rilancio del nostro Paese, e' ora che anche i giovani cambino il passo prendendo esempio da tutti quegli studenti che con sacrificio si impegnano ogni giorno per laurearsi il prima possibile, magari con il massimo dei voti. Per il resto, prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero''.
