Milanese: "Tremonti? Ospite non voleva dire gratis"

ROMA – ''Ospite non significa a titolo gratuito. Io ospito Tremonti e lui mi restituisce una parte del canone abnorme, 8.500 euro. Se anche mi avesse fatto un assegno, mica ci avrei pagato un'imposta. In fondo il ministro riceve lo stipendio in contanti. Non c'è niente di male''. Lo afferma Marco Milanese, ex consigliere di Tremonti, che in un'intervista a Repubblica rivendica la sua innocenza: ''Non sono un delinquente. Voglio io il processo, dimostrerò che dico il vero''.

''Volevo restare affittuario perchè speravo di acquistare da inquilino a prezzo superconveniente'', spiega Milanese. I lavori di ristrutturazione della casa ''sono stati di 50mila euro. Dicevo a Proietti: 'Ti vuoi far pagare?' E lui: 'Aspetta, quando completeremo'. Perchè in effetti dovevo fare altri lavori''.

In merito alla cena con il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, ''solo il procuratore e il ministro parlarono. Di cosa? Di autori greci e latini, del fantasma della povertà nel paese. Io non parlai proprio'', racconta Milanese. ''L'avvocato Fischetti mi disse che Capaldo ne aveva piacere. Pensai che voleva mostrare a Tremonti d'essere versatile, colto''.

Milanese interviene anche sulle cordate nella Guardia di Finanza. ''Non mi piace l'espressione 'cordate''', afferma. ''Il corpo è sano, ci sono certo gruppi di finanzieri che pensano a fare le cene, gli incontri, coltivano mrelazioni, ostilità''.

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Alessandro Avico