Un momento della cerimonia del 155° anniversario della costituzione dell'Esercito italiano all'ippodromo militare di Tor di Quinto, Roma, 03 maggio 2016. ANSA/UFFICIO STAMPA ESERCITO +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
ROMA – Militari italiani in Libia? L’ipotesi è paventata dal ministro dell’Interno Marco Minniti, che in un colloquio con Eugenio Scalfari per Repubblica ha parlato degli aiuti alle tribù in Libia, se serve anche con l’invio di un piccolo contingente militare con il compito di controllare che i patti tra tribù vengano rispettati.
Minniti racconta dei suoi incontri con i capitribù: “Persone degne della massima considerazione”, ma con “uno scarso potere rappresentativo”, per questo “ho suggerito a ciascuno di loro e a tutti insieme di mettersi d’accordo, costituire una vera e propria confraternita politico-sociale” per parlare “con le autorità politiche dello Stato in cui vivono e in quelli limitrofi perché queste tribù sono piuttosto estese. Hanno molto gradito questo suggerimento e dovrebbero ora effettuarlo”.
“La contropartita da parte nostra, cioè dell’Italia e dell’Europa, – spiega il ministro – sarà quella di aiutarli con capitali adeguati e imprese adeguate ad avviare uno sviluppo notevole dell’economia di quei territori. Abbiamo anche fatto delle cifre e abbiamo anche previsto, se necessario, che l’Italia mandi un contingente militare di qualche centinaio di giovani i quali abbiano il solo compito di controllare che i patti tra le tribù e i governi vengano rispettati e le persone più disagiate, quelle pronte a trasformarsi in fuggitivi con tutti i malanni che questa situazione comporta, si siano adeguatamente forniti di lavoro e del relativo benessere che da quel lavoro può scaturire”. “Vedremo – conclude – il seguito e l’applicazione concreta, ma le basi fondamentali ormai ci sono”.