Condono edilizio e piano casa escono dal decreto Milleproroghe perché questioni «non omogenee alla materia e privi dei requisiti di necessità e urgenza». Lo ha spiegato il senatore Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali impegnata nell’esame del provvedimento. La Commissione ha giudicato inammissibili circa trecento dei 650 emendamenti. Un lavoro svolto «nel rispetto delle direttive rigorosissime date dal presidente del Senato», ha aggiunto Vizzini.
«Abbiamo dichiarato inammissibili anche emendamenti che riguardavano questioni politiche, come il piano casa e il condono edilizio. Sono questioni che possono avere una rilevanza e i gruppi parlamentari dovranno affrontarle ma con altri provvedimenti». Questo, ha precisato il presidente della Commissione Affari costituzionali, allo scopo di evitare «la trasformazione di un decreto legge in una sorta di omnibus con ingresso libero». Quanto ai tempi, Vizzini ha precisato che si resta in attesa del parere della Commissione Bilancio sulle coperture.
«Speriamo – ha aggiunto – di avviare mercoledì in notturna le sedute che porteranno all’approvazione entro la fine della settimana, in modo da trasmettere il decreto in aula per la settimana prossima. Ovviamente il termine per la presentazione degli emendamenti per l’aula è stato prorogato».
