Lo show di Silvio Berlusconi sotto Palazzo Grazioli, il 29 settembre, dopo aver festeggiato il compleanno ha scatenato una vera e propria bufera. Durante il minicomizio il premier attacca pesantemente la magistratura. Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, in un’intervista a La Repubblica, replica alle parole del premier sui giudici: ”Parlare di un’associazione a delinquere dei giudici è francamente inaccettabile perché oltre a riproporre il tema della delegittimazione dell’intera istituzione è offensiva della memoria, del sacrificio e dell’impegno di tanti magistrati che per lo Stato hanno dato la vita”.
Il rischio che si corre, secondo il presidente dell’Anm, è quello di ”creare un clima di tensione” che distoglie l’attenzione dalle reali emergenze del settore giustizia: tribunali fatiscenti, croniche carenze di mezzi, risorse e organico, sovraffollamento delle carceri, riorganizzazione giudiziaria e informatizzazione degli uffici.
Quanto alla possibilità di creare una commissione di inchiesta sulla magistratura come ipotizzato da Berlusconi, Palamara boccia l’ipotesi: ”E” assurdo – sostiene – Sono affermazioni che tuttavia non ci intimidiranno nello svolgimento del nostro lavoro”. Infine, il presidente dell’Anm rileva che ci sono esponenti del governo, ”che amano auto-attribuirsi i meriti degli ottimi risultati nella lotta alla mafia raggiunti dalle forze dell’ordine coordinate dalla magistratura” e che però non difendono la categoria.
Palamara si riferisce ai ministri della Giustizia e dell’Interno. ”Quando Berlusconi ci attacca – conclude – ci aspetteremmo di essere difesi proprio da quei due ministri, Maroni e Alfano, che invece tacciono”.
