ROMA 23 MAG A cinque giorni – ROMA, 23 MAG – A cinque giorni dal voto per i ballottaggi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tenta in ogni modo di riportare la calma nella maggioranza soprattutto sul fronte 'trasferimento-ministeri'. Piu' che di ministeri, precisa il premier, forse sarebbe meglio parlare di dipartimenti, alcuni dei quali, come il provveditorato scolastico, sono gia' presenti a Milano. E l'unica 'apertura' che fa e' quella di adottare il linguaggio di Bossi disegnando una ''Milano-zingaropoli'' in caso di sconfitta. La Lega pero' non gradisce e con Roberto Castelli torna a battere i piedi: la richiesta di trasferire al Nord dei ministeri non e' uno spot elettorale, bensi' una ''proposta'' che il Carroccio sta elaborando da tempo. Alla quale non intende rinunciare. L'insistenza di Castelli scalda ancor di piu' gli animi nel Pdl. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che in giornata si riunisce con il sindaco uscente di Milano Letizia Moratti per fare il punto sulla 'linea' da seguire fino al voto, dice chiaramente che il trasloco dei ministeri non e' certo ''un tema centrale della campagna elettorale'' e che e' un desiderata di cui si potra' tornare a parlare tranquillamente dopo i ballottaggi. Piu' diretto, Gianfranco Micciche' (Pdl) secondo il quale la Lega, con queste sue richieste, ''sta facendo perdere in maniera scientifica la Moratti''. Sembra di essere tornati allo spirito ''del dicembre '94 – taglia corto Francesco Storace – quando Bossi si consegno' a Scalfaro.''. L'opposizione punta il dito contro l'intera strategia politica del centrodestra: dai toni aggressivi usati contro Giuliano Pisapia, alle ''promesse sgangherate'' fatte ai milanesi. E ironizza, come fanno i senatori dell' Idv, Felice Belisario (''a quando un ministero a via dell' Olgettina?'') o del Pd, Marco Follini (''anche il Colosseo a Milano?''). L'accusa del premier secondo la quale, se dovesse vincere Pisapia, il capoluogo lombardo diventerebbe una citta' islamica (Borghezio giunge addirittura a prevedere una festa di Al Qaeda) e', per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, un'affermazione ''tutta da ridere''. Mentre per il leader Udc Pier Ferdinando Casini quella dello spostamento dei ministeri al Nord, cosi' come quella di creare a Milano una 'no tax zone'', sono solo premesse ''da Pulcinella''. Antonio Di Pietro non ha dubbi: quella di spostare una parte del governo in Lombardia non e' altro che una ''marchetta elettorale pagata alla Lega''. Le promesse che arrivano ''da destra'', incalza il capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini, sono decisamente ''offensive per i milanesi''. La maggioranza, secondo 'ItaliaFutura', l' associazione che fa capo a Montezemolo, sta facendo solo del ''populismo becero''. Il clima che attraversa i poli in vista del confronto elettorale di domenica e lunedi' prossimi piace molto poco al Capo dello Stato che oggi non esita a parlare di ''eccesso di partigianeria politica''. I toni, si insiste nel Pd, non si sono smorzati per niente e la maggioranza, osserva la radicale Emma Bonino, si mostra piu' che mai lacerata e nervosa. A complicare le cose, poi, si commenta nel centrodestra, ''ci si mette'' anche l'Istat i cui dati sono allarmanti: in due anni, mezzo milione di giovani hanno perso il lavoro e il risparmio delle famiglie si e' a dir poco ''eroso'' per affrontare la crisi. E di fronte a questa ''denuncia'', incalza il segretario Udc Lorenzo Cesa, Berlusconi che fa? ''Perde tempo con proposte patetiche come il decentramento dei ministeri''. Sul centrodestra in queste ore si abbatte anche un'altra 'tegola': l'AgCom riconosce 'l'invadenza' televisiva del premier comminando le sanzioni 'massime' al Tg1 e al Tg4 (258.230 euro) in quanto 'recidivi' e multe da 100mla euro ciascuno a Tg2, Tg5 e StudioAperto. Mediaset ''allibita'' annuncia ricorsi.
