ROMA – ''Io non credo che i simpatizzanti e gli elettori del Carroccio spostino i loro voti se vengono spostati i ministeri a Milano''. Lo dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista al Messaggero, aggiungendo che la presenza dei ministeri comporterebbe per il capoluogo lombardo ''traffico aggiuntivo, aggiuntiva carenza di parcheggi e altri problemi'' che i milanesi non vorranno ''subire''. La proposta della Lega e', per il titolare della Farnesina, un errore perche' ''non si puo' dare una questione cosi' importante e impegnativa in pasto alla campagna elettorale e buttarla li' sul piatto a due giorni dal ballottaggio. Il tema del decentramento e' serio – prosegue – e vanno contemperate due esigenze. L'ascolto della voce dei territori, ammesso che davvero arrivi dai territori la richiesta di trasferire i ministeri, e l'obbligo assoluto di preservare il principio dell' indissolubilita' della struttura del governo''. Sull'esito dei ballottaggi Frattini dice che ''la sinistra tutto quello che doveva prendere l'ha gia' preso'', mentre il centrodestra a Milano sta ''recuperando gli ottantamila voti persi a favore dell'astensione'' mentre a Napoli il ministro ''non crede'' che gli elettori del Terzo Polo possano votare per de Magistris. Fra alcuni parlamentari ex forzisti, ammette Frattini, ''c'e' una riflessione'' sulla guida del Pdl: ''Bisogna recuperare il valore della rivoluzione liberale del '94, e l'alleanza con gli ex di An non puo' far sbiadire questo Dna''. Il post-berlusconismo solo un ''bla bla'', aggiunge, ''a forza di parlare della divisione dell'eredita', qua si rischia che non ci sia l'eredita' per nessuno''. Sara' Berlusconi, prosegue, – ''l'unico in condizione di mettere d'accordo tutti'' – ad indicare ''il momento politico adatto per passare la mano'', ma ''prima bisogna fare il partito'' anche perche' ''stavolta, se non riusciamo a strutturarci come si deve, molti di noi torneranno alle professioni che avevano un tempo e amici come prima''.
