Ministeri, Napolitano: "Decreto del presidente del Consiglio non basta ad autorizzare sedi"

ROMA, 28 LUG – ''Poiché ai fini di una eventuale sua elasticità, il decreto legislativo n. 303 del 1999, all'articolo 7, attribuisce al Presidente del Consiglio la facoltà di adottare con DPCM le misure per il miglior esercizio delle sue funzioni istituzionali, ritengo che l'autorizzazione ad una eventuale diversa allocazione di sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, dovrebbe più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 221 del 2002''.

Così, con una serie di riferimenti normativi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolinea l'inadeguatezza dello strumento utilizzato dal Governo per autorizzare l'apertura di sedi distaccate dei ministeri. Napolitano, nella lettera inviata a Berlusconi e pubblicata sul sito del Quirinale, ricorda inoltre che il Parlamento si e' espresso negativamente in merito all'apertura di ministeri al nord. Ci sono stati infatti voti parlamentari – si legge – su alcuni ordini del giorno ''finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri pur nell'accoglimento, senza voto, di un o.d.g. (Cicchitto ed altri) di contenuto autorizzatorio''.

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Emiliano Condò