
Antonio Di Pietro (foto Ansa)

ROMA – Ormai si potrebbe aprire una rubrica sui fantasmi del passato che il PD e la sinistra in generale stanno tentando di resuscitare. A chi tocca oggi? Al magistrato del โche cโazzeccaโ en mani pulite Antonio di Pietro. Lโoccasione sono le imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio regionale in Molise il 22 aprile. Il presidente uscente ha fatto un passo indietro, quindi strada libera per il 67enne fondatore di Ulivo e Italia di Valori, vuole essere lui, Antonio Di Pietro il nuovo governatore.
Ancora questa mattina il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura ha fatto un passo indietro โAbbiamo raggiunto lโobiettivo che ci eravamo prefissi a giugno del 2017 quando, in cinque, fondammo lโUlivo 2.0 โ ha detto Ruta โ ovvero quello di raggiungere lโunitร del centrosinistra nella discontinuitร โ. โLe dimissioni del segretario regionale Fanelli e il passo indietro di Frattura โ ha proseguito Ruta โ rappresentano un decisivo passo in avanti verso quella unitร nella discontinuitร che avevamo auspicatoโ. E quindi via libera al PD 2.0 in Molise con la candidatura di Di Pietro che ricompatta lo schieramento a sinistra. A destra sembra si sia trovata la quadra del presidente del Tribunale di Isernia, Vincenzo Di Giacomo. Una persona super partes -dicono tra le fila del centrodestra molisano- che rappresenta la sintesi perfetta, il valore aggiunto per la coalizione che raccoglie al suo interno le varie anime del centrodestra. Piรน volte una parte di essi, definiti โmalpancistiโ, aveva sollecitato lโunitร sul nome del giudice Di Giacomo. Il Molise sarร lโennesimo banco di prova per il centrodestra e soprattutto per il centrosinistra che spera di arginare il disastro delle politiche. Il Movimento 5 Stelle sembra non preoccupare i due schieramenti che vedono il prossimo presidente solo tra le due possibili opzioni Di Pietro-Di Giacomo. Forse i molisani credono poco nel reddito di cittadinanza.
