ROMA, 16 LUG – C'e' un deputato del Pdl, di stretta fede berlusconiana, che sta raccogliendo in un dossier tutti i ''privilegi'' del Vaticano e li scrive di volta in volta, sotto lo pseudonimo di Nanni Topo sul 'Giornale di Toscana'.
Uno degli ultimi 'elzeviri' dedicati all'argomento riguarda l'acqua per la quale lo Stato italiano pagherebbe una cifra complessiva intorno ai 50 milioni di euro. E questo perche', grazie ai Patti Lateranensi, la fornitura idrica nella Citta' del Vaticano viene pagata interamente dallo Stato italiano.
''Ma questo – spiega al telefono il deputato che continua a trincerarsi dietro il 'nom de plume' di 'Nanni Topo' – e' profondamente ingiusto soprattutto alla luce della manovra 'lacrime e sangue' che e' stata appena approvata''. E soprattutto perche' ora sarebbe in piedi anche un contenzioso tra Chiesa e Stato sulla depurazione delle acque. I Patti lateranensi, infatti, non parlavano di depurazione e cosi' lo Stato italiano vorrebbe passare all'incasso, ma il Vaticano, sottolinea ancora Nanni Topo, ''fa orecchie da mercante''. ''L'Acea, insomma – prosegue – non percepisce dal Vaticano un euro ne' per la fornitura dell'acqua, ne' per la sua depurazione''.
''In piu' – assicura il parlamentare – la Citta' del Vaticano consuma acqua quanto una citta' di medie dimensioni cioe' di 150/200mila abitanti che e' esattamente il numero delle persone meno abbienti a Roma e nel Lazio. Se la Chiesa se la pagasse da sola l'acqua, si potrebbe aiutare questa gente…''. Ma perche' non esce allo 'scoperto' con il suo dossier, se e' davvero ''documentatissimo''? ''Nel partito non me lo fanno fare. Li farei arrabbiare tutti. Cosi' mi limito a scrivere sotto uno pseudonimo. Ma quando ho letto la manovra che stavamo per approvare, questa storia dell'acqua ho voluto ritirarla fuori anche perche' il costo di questa fornitura, secondo gli ultimi rilievi che ho fatto, sembra aumentare continuamente''.
