«Sacri sono i boschi /e i prati/ e la nostra acqua / e i venti / e la neve. / Sacre sono le radici / e la nostra lingua. / Neanche tutti gli esseri del mondo / neanche il Papa / valgono come un ramo di nocciolo / o un cinguettio di un uccello». Sono i versi della “Canzon pa ra Malpensa”, l’ode composta da Umberto Bossi in onore all’aeroporto di Milano. Proprio vicino all’area di Malpensa, a Cassano Magnago, il Senatur ha la propria residenza. Il suo partito ha sempre avuto a cuore le sorti dell’aeroporto, che sorge nelle campagne della provincia varesina, a una quarantina di chilometri da Milano, e ne ha fatto l’oggetto di tante sue battaglie politiche.
Bossi è andato oltre e ha deciso di celebrare in versi l’amore per quel pezzo di terra che nel braccio di ferro con Fiumicino ha più volte rischiato di soccombere. Non a caso, in un passaggio della poesia, il Senatur dice testualmente: «E alziamo gli occhi al cielo / con la paura di trovare / un gran buco / sopra al niente». Bossi, però, sembra avere a cuore anche l’ambiente attorno all’aeroporto e parla di «camion che vanno via con la nostra storia» e «che vanno a rompere il Ticino». La Canzone di Malpensa è una delle poesie che questa sera saranno declamate da Sergio Moreni nel corso di una serata trasmessa da Telepadania, la tv del Carroccio che trasmette direttamente da via Bellerio, sede nazionale della Lega Nord.
L’iniziativa rientra in una strategia di valorizzazione di tutti i dialetti padani portata avanti dall’emittente che questa sera, appunto, accende i riflettori sul vernacolo varesino affidandosi alle parole di colui che sulle radici, sul dialetto e sul legame al territorio ha costruito il proprio successo. In passato erano andate in onda trasmissioni in cui era stata promossa la lettura di alcuni classici della letteratura itaaliana, dalla Divina Commedia al Pinocchio di Collodi, in cremonese e in pavese.