ROMA, 4 LUG – Nella Manovra messa a punto dal governo 'spunta' una norma che di fatto consentirebbe a Silvio Berlusconi di non pagare i 750 milioni di euro che deve alla Cir di De Benedetti, secondo quanto prevede la sentenza di primo grado del Tribunale di Milano sul lodo Mondadori. E, immediata, scoppia la polemica politica. Secondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani se la misura non venisse cancellata dal testo sarebbe ''un insulto al Parlamento''. Mentre per il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si tratta di una norma ''incostituzionale e criminogena''.
Pochi giorni prima che la Corte d'Appello di Milano si pronunci sulla vicenda (la sentenza di secondo grado e' prevista per il fine settimana), il governo introduce all'ultimo momento una norma che modifica due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) con un unico obiettivo: obbligare il giudice d'appello a sospendere l'esecuzione di una sentenza se la condanna supera i 20 milioni di euro (10 se e' in primo grado) e se la parte che deve pagare presta ''idonea'' cauzione. Il magistrato dovra' prendere tale decisione se la parte interessata ne fara' richiesta. Le opposizioni attaccano a testa bassa e si rivolgono ad Angelino Alfano, stavolta non solo in veste di Guardasigilli, ma anche di neo-segretario del Pdl. A lui chiedono di cancellare quella che i piu' tornano a battezzare ''l'ennesima legge ad personam''. E se non lo fara', avverte il vicesegretario del Pd Enrico Letta, il 'nuovo corso' ipotizzato per il Pdl di ''partito degli onesti'' di cui ha parlato Alfano nel suo discorso di insediamento, non sarebbe credibile.
Ma c'e' anche chi ironizza, come Vincenzo Vita (Pd): ''Come mai oggi Alfano ha disdetto all'ultimo momento la sua partecipazione al workshop organizzato alla Bocconi dalla fondazione Rodolfo De Benedetti?''.
Alfano, e' invece la domanda che rivolge il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione, avra' ''il coraggio e la forza di rompere questa protezione sfacciata di interessi privati tramite il potere dello Stato?''.
Il finiano Italo Bocchino e il Democratico Andrea Orlando si rivolgono direttamente a Giulio Tremonti. Il ministro dell' Economia, e' l'appello del primo, dovrebbe cancellare la misura salva-Fininvest anche per non ''scalfire la sua immagine internazionale''. Tremonti cancelli questa ''vergognosa e inaccettabile norma'', interviene il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando. Il fatto, interviene il capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti, e' che la maggioranza continua, come se nulla fosse, con le sue ''leggi ad personam''. A prescindere da cio' che si dice e da cio' che si promette. E questo, nello stesso provvedimento in cui si chiedono ''lacrime e sangue agli italiani'' e si ''salvano ancora una volta i produttori che non hanno pagato le quote latte''.
Piu' che di 'leggi ad personam', afferma il Verde Angelo Bonelli, forse sarebbe meglio parlare in questo caso di 'manovra ad personam…''. E' un ''provvedimento da furbetti'', taglia corto il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Un ''inaccettabile abuso di potere'', osserva il presidente del Pd Rosy Bindi.
Rispedisce le critiche al mittente e tenta di fornire una giustificazione 'tecnica' il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera Enrico Costa. La maggioranza, spiega, ''in un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole'' ha deciso semplicemente di ''contemperare il diritto del creditore con le ragioni del debitore'' quando le somme di denaro da corrispondere ''hanno dimensioni di rilevante entita''. La polemica pero' non si spegne: questa manovra, insiste il leader di Sel Nichi Vendola e' tutto ''fumo, arrosto e dessert (''da 750 milioni di euro'')''.
