ROMA, 1 GIU – La Cassazione ammette il quesito sul nucleare, argomento 'sensibile' per i cittadini e di fatto traino per il raggiungimento del quorum ai referendum del 12 e 13 giugno. ''Sono stati smascherati ancora una volta i trucchi del governo'', esultano Pier Luigi Bersani e Antonio Di Pietro, impegnati ad una mobilitazione a sostegno dei quesiti che, al tempo stesso, sia un nuovo ''schiaffo'' politico al governo dopo le amministrative. La maggioranza, annuncia ufficialmente in serata Silvio Berlusconi, lascera' liberta' di voto spiegando di ''non aver posizioni preconcette'' su questo tema, ma il ministro Paolo Romani lancia l'allarme sul futuro della politica energetica italiana. Del resto, come avrebbe riferito lo stesso premier in un incontro con il presidente dell'Argentina Cristina Kirchner, ''i costi dell'energia, in Italia, sono del 40% superiori a quelli della Francia, dove esistono impianti di energia nucleare'' e senza ricorrere all'atomo ci sarebbero ripercussioni sulle bollette. Accogliendo i ricorsi di Idv e Pd e la memoria del Wwf, la Suprema Corte, pero', torna a far pronunciare gli italiani sul nucleare dopo che il governo, sulla scia della tragedia giapponese, aveva deciso di fatto una moratoria del piano nucleare. Un ''tentato scippo'', secondo l'accusa di opposizioni e antinuclearisti che oggi hanno festeggiato davanti al Palazzaccio perche', gioisce il verde Angelo Bonelli, ''ha vinto la democrazia e hanno trionfato i diritti dei cittadini''. E a due giorni dalle elezioni amministrative, con il governo e il Pdl alla prese con un difficile rilancio, la decisione dei giudici preoccupa la maggioranza in vista dei referendum che, oltre che sul nucleare e sulla privatizzazione dell'acqua, chiedera' un si' o un no anche sul legittimo impedimento. Ambientalisti e opposizioni danno ora il via al rush finale della mobilitazione per raggiungere il traguardo del quorum e la vittoria dei si'. E ottengono un richiamo dell'Agcom affinche' la Rai dia spazio alla pubblicita' dei quesiti negli orari di maggior ascolto. Ma al tempo stesso il Pd spera di celebrare, come dice Enrico Letta, ''il terzo tempo delle elezioni'', ottenendo un successo che, se non sara' una spallata, almeno indebolisca il governo. Il leader Idv Antonio Di Pietro, invece, chiede ora di ''deberlusconizzare'' il referendum, togliendo il cappello dei partiti dall'appuntamento per cercare di portare anche cittadini di centrodestra al voto. E tra Pd e Idv si e' creato un ingorgo di piazze per la chiusura della campagna referendaria venerdi' 10 giugno con i democratici a Roma e i dipietristi con 4 piazze prenotate nella capitale, a Milano, Napoli e Cagliari. E a sostegno del quorum, senza entrare nel merito delle scelte, si schiera anche il Terzo Polo con il presidente della Camera Gianfranco Fini che ribadisce la sua intenzione di andare a votare. Il Pdl considera ''improprio'', come sostiene Maurizio Lupi, l'uso del referendum ''per dare una spallata al governo'' e se il deputato Pdl Agostino Ghiglia invita ad andare al mare, il Pdl e' orientato, come chiesto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, a lasciare liberta' di voto sul nucleare anche per detonare il significato politico dell'appuntamento. Ma e' il ministro Paolo Romani, esprimendo ''stupore'' per la sentenza della Cassazione, a lanciare l'allarme sul futuro dell'intera politica energetica del governo ''con l'effetto di lasciare il paese con un vuoto normativo sulla costruzione del futuro energetico del Paese''.