Omicidio stradale, Renzi annuncia: "Presto 54 mila firme in Parlamento"

FIRENZE, 8 DIC – Sono state consegnate stasera al sindaco di Firenze Matteo Renzi le oltre 54 mila firme raccolte per la proposta di legge popolare per chiedere l'introduzione del reato di 'omicidio stradale' e l' 'ergastolo della patente'.

La serata al teatro ObiHall, davanti a circa duemila persone, tra le quali anche il ct della Nazionale Cesare Prandelli, e' stata organizzata dall'associazione Lorenzo Guarnieri, il 17enne morto in un incidente causato da un uomo alla guida di uno scooter e risultato positivo ai test di alcol e droga.

La proposta di legge popolare, il cui primo firmatario e' proprio Renzi, mira a inasprire le pene per chi provoca incidenti guidando sotto l'effetto di alcol e droga. ''Lorenzo ci vede ed e' qui con noi – ha detto Prandelli -: stasera c'e' un'atmosfera emozionante e andremo a casa arricchiti''. Il ct ha sottolineato ''l'importanza delle regole, come lo sport ci insegna'' e ''a volte bisogna indignarsi quando le persone non rispettano le regole''.

''Le firme, subito dopo Natale – ha detto Renzi ricevendole da Valentina, la sorella di Lorenzo -,verranno portate in parlamento a tutti i capigruppo, di centrodestra e centrosinistra, perche' vogliamo che da proposta diventi legge''.

Poi, rivolgendosi ai ragazzi presenti ha ricordato la loro poca fiducia nelle istituzioni che avevano espresso un anno fa, quando nacque l'idea: ''Ora la preoccupazione e' che il Parlamento sia sordo: andiamo con la stessa grinta e anche un po' piu' arrabbiati tutti insieme perche' nel 2012 ci sia la legge''. Stefano e Stefania Guarnieri, genitori di Lorenzo hanno confermato che il lavoro dell'associazione ''va avanti'' per raggiungere altri ''obiettivi'' con il progetto David sulla sicurezza stradale ''e arrivare a dimezzare nel 2020 le morti sulle strade. A Firenze vorrebbe dire salvare 58 vite e ridurre di mille i feriti gravi''.

Presenti stasera a Firenze alcune famiglie che come quella di Lorenzo hanno avuto figli uccisi sulla strada arrivate anche da altre regioni.

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Emiliano Condò