ROMA, 20 GIU – Trovare notizie utili a tirare ''in ballo pesantemente'' e dunque compromettere il sottosegretariO alla Giustizia Giacomo Caliendo, il cui posto al dicastero di Via Arenula gia' da tempo faceva gola ad Alfonso Papa. Dalle intercettazioni allegate alla richiesta dei pm di Napoli di misure cautelari nei confronti degli indagati nell'inchiesta sulla P4, emerge secondo gli inquirenti l' ''attivita' di dosseriaggio'' che il parlamentare del Pdl e i ''suoi sodali'' avrebbero compiuto per screditare Caliendo.
In particolare, Papa era interessato ad avere informazioni in merito all'indagine sulla P3 in cui lo scorso anno rimase coinvolto Caliendo. In un colloquio telefonico del 3 settembre scorso Papa, a suo tempo magistrato addetto con le funzioni di vice capo di gabinetto dell'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli e di capo degli Affari civili con Clemente Mastella, sollecita il carabiniere Enrico La Monica ad acquisire notizie che – secondo i pm di Napoli Francesco Curcio ed Henry John Woodcock – servivano a ''colpire lo stesso Caliendo''.
''Tu nel frattempo devi acquisire tutti, tutti, tutti gli elementi cosi' lo mettiamo un pochino…, hai capito!'', dice Papa a La Monica. Il sottoufficiale risponde: ''Tutto quello che c'e'''. Papa lo incalza: ''Mettiti insomma questo ramo napoletano della P3, cosi'….tiriamo in ballo pesantemente anche Caliendo.. cchist… noi dobbiamo cercare di sapere quanto piu' e' possibile''.
''Va bene'', risponde il carabiniere. Il parlamentare del Pdl insiste: 'Tu questa settimana ti devi proprio concentrare al massimo su questa cosa, hai capito''. ''Va bene, ok'', risponde la Monica. ''E' importantissimo, hai capito''.