NAPOLI – Per un vizio di forma potrebbe essere scarcerato il parlamentare Alfonso Papa, coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta P4 e in carcere dallo scorso 20 luglio con le accuse di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio. La notizia anticipata dal sito del ‘Fatto quotidiano’ è stata poi confermata anche dall’Ansa.
Secondo quanto si è appreso, ad uno dei due legali di Alfonso Papa non sarebbe stato notificato l’avviso di fissazione dell’udienza del Riesame in programma oggi al Tribunale di Napoli: questo rende possibile la scarcerazione, per motivi formali, entro sabato.
Per tenere in carcere il deputato del Pdl, i pm dovrebbero pertanto chiedere un nuovo ordine di arresto, che dovrebbe essere accolto dal gip. E, soprattutto, dovrebbe ripassare alla Camera (da giovedì chiusa per ferie) per una nuova autorizzazione. La Procura di Napoli assicura che in modo spint la richiesta di arresto sarà riproposta in giornata al gip Giordano ma già si aprono discussioni giuridiche per capire se l’autorizzazione all’arresto concessa dalla Camera, nel corso di una drammatica seduta, possa essere valida anche per «coprire» questa seconda richiesta. O sarà necessario un secondo passaggio in giunta e poi in aula che finirebbe per arrivare non prima di settembre.
Intanto l’altro avvocato di Papa, Carlo Di Casola, difensore di Papa, conferma: “Ho eccepito il difetto di notifica nei confronti del mio collega D’Alise e ora gli uffici stanno procedendo alla verifica per comprendere che cosa sia accaduto. L’udienza al Riesame è stata sospesa e siamo in attesa di conoscere le deliberazioni del Tribunale”.
