Occupazioni abusive, affitti non in regola: a Palermo la maggior parte dei magazzini delle case popolari “vivono” nell’illegalità. La situazione è stata spiegata da Claudia Brunetto in un articolo pubblicato su Repubblica: “Tutto questo fino a oggi è costato allo Iacp (Istituto autonomo case popolari) 4 milioni di euro”.
Tra gli “irregolari” non mancano esponenti del ceto politico locale: “In largo Esedra due magazzini dello Iacp trasformati in segreteria politica dal consigliere comunale Nunzio Moschetti hanno un canone di affitto mensile di circa 200 euro ciascuno. Ma il consigliere era in arretrato con le quote mensili per un debito di circa 22 mila euro che ha già cominciato a pagare con la formula della rateizzazione”.
E quello di Moschetti, ha sottolineato la Brunetto, non è un caso isolato: “Anche l’ex assessore provinciale Giuseppe Faraone ha in affitto due magazzini dello Iacp, uno in largo Esedra, l’altro in via Pasubio con canoni di 159 e 150 euro”.
Nella provincia di Palermo, ha spiegato la Brunetto, “in media, il canone di affitto è sui cinque euro al mese. Mentre in centro città, gli esercizi commerciali pagano in media una quota mensile di 300 euro. Come la gelateria Stancampiano nei pressi di via Arrigo Boito, di fronte alla stazione Notarbartolo. In via Terrasanta, in pieno centro città, il canone è di appena 329 euro per una salumeria e di 438 euro per un panificio.
In via Castellana l’affitto del Sindacato degli Inquilini è di 13 euro al mese. E sempre in via Castellana, la Mondiale Color srl, ha in affitto tre magazzini con un canone che oscilla dai 100 ai 200 euro”.
L’abusivismo regna soprattutto “nel quartiere Medaglie d’Oro e San Filippo Neri, dove sono decine e decine i magazzini trasformati in abitazione o riaffittati dai legittimi assegnatari agli stranieri a cifre esorbitanti. Allo Zen 2, per esempio, c’era chi affittava magazzini a cittadini cinesi per i loro esercizi commerciali anche a 1.500 euro al mese, pagando, invece, allo Iacp soltanto pochi euro”.
Ora, però, il Comune ha deciso di provare a recuperare i soldi che gli spettano, creando una task force di ispettori (dello Iacp) che stanno battendo a tappeto la città: le misure sinora adottate sono “pagamento degli arretrati, dunque, rimodulazione delle tariffe e in alcuni casi anche la denuncia”.