ROMA, 23 GIU – ''Le carceri italiane sono insufficienti rispetto alla criminalita' media dei paesi sviluppati e il problema del sovraffollamento non lo risolvera' l'ennesimo sciopero della fame di Marco Pannella e nemmeno, purtroppo, la nobile lettera del Presidente Napolitano'': lo afferma il sottosegretario Stefania Craxi che boccia l'amnistia che si prefigge la lotta di Pannella.
''C'e' un piano carceri – dice – ma temo che al momento le nuove carceri non siano state nemmeno disegnate. Che fare? Scartata l'amnistia, che e' la sconfitta dello Stato e dei suoi istituti per un beneficio di pochi mesi, non resta che guardare alle leggi, alle pratiche amministrative, alla prassi in uso fra tutti coloro che hanno a che fare con le carceri. E' noto che la permanenza media nelle carceri italiane e' inferiore ad una settimana. Non c'e' condannato a quattro, sei anni o all'ergastolo che non sconti la sua pena in una cella di cinque o sei metri quadrati, assieme ad altri detenuti. Il sovraffollamento riguarda soprattutto i reclusi in attesa di giudizio, che finiscono in celle ristrette assieme a quella popolazione di criminalita' abituale che entra ed esce di continuo dalle nostre carceri''.
''Limitare la reclusione in attesa di giudizio, accelerare i processi, allargare i ruoli e le competenze del giudice monocratico, una maggiore sintonia tra polizia e magistratura, potrebbero migliorare la situazione carceraria. In attesa che per il piano carceri entrino in scena le betoniere'', conclude l'esponente del Pdl.
