Pd, Corsaro (Pdl): "I nostri indagati si autosospendano"

ROMA, 15 LUG – ''Ogni volta che un rappresentante del Pdl viene indagato per ipotesi di reato che attengono il suo ruolo politico, anche per poterli difendere meglio, e' necessario che si sospendano dall' iscrizione al partito e dall' adesione al gruppo parlamentare, fino al termine delle indagini''.

A chiederlo, in un'intervista alla Repubblica, e' il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, riferendosi ai casi di Alfonso Papa e Marco Milanese.

Il deputato sottolinea il suo 'no' alle manette preventive, non all'indagine e, inoltre, si dice favorevole all' autorizzazione ad usare i tabulati e all'accesso alle cassette di sicurezza. E' contrario, invece, alle dimissioni degli indagati dalla Camera, perche' questo significherebbe carcerazione preventiva ''da evitare nella fase istruttoria'', precisa l'esponente del Pdl.

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Emiliano Condò