ROMA – "Quando sento che c'รจ chi vuole di nuovo confondere le acque in liste uniche con Vendola e Di Pietro o in un partito di Democratici piรน Sel, mi chiedo perchรจ dovremmo rigirare la testa indietro proprio ora che il Pd finalmente c'รจ e abbiamo vinto un primo round". Sono i dubbi dell'ex presidente del Senato, Franco Marini, espressi in un'intervista a La Repubblica dove parla dell'2005-2006 come "un incubo".
"Non posso dimenticare l'esperienza dell'Unione – aggiunge Marini – messa insieme in modo poco chiaro con un programma fatto di gentilezze e di cedimenti reciproci. Non dobbiamo tornare indietro dall'idea e dalla fatica di un partito riformista".
E poi si domanda per quale motivo, eventualmente, bisognerebbe lasciare la forma del partito riformista: "Per tornare a una sinistra, per di piรน inquadrata nella gloriosa – lo dico senza ironia – socialdemocrazia europea?".
"E' una posizione bizzarra – prosegue – . O il segno di una leggerezza del pensiero politico che ha toccato pure noi". Marini sottolinea la vittoria del Pd alle amministrative, per la quale il "merito รจ largamente di Bersani", mentre per il caso di Milano riconosce che "non avevamo capito subito che Pisapia era il candidato piรน forte".
