ROMA, 14 GIU – E' probabile che il Pd presentera' una risoluzione in occasione della verifica in Parlamento. Ma non e' tanto al Palazzo che il Pd guarda per la spallata al governo. La ''presa della Bastiglia'', per usare la metafora ambiziosa di Enrico Letta, si e' verificata nel paese, nell'''ondata di partecipazione'' in occasione del referendum e che, in base all'analisi dei flussi elettorali in mano al Pd, lascia intravedere spazi nuovi di consenso da intercettare nel paese.
Non sono passati inosservati al quartier generale del Pd i segnali di fumo che ieri, in occasione dei ballottaggi in Sicilia, e ancora oggi sono arrivati dal leader Udc Pier Ferdinando Casini che ipotizza ''nuove forme di collaborazione con il Pd'' ed esclude dal ''novero delle possibilita''' il ritorno nel centrodestra senza Berlusconi. Niente piu' che spiragli per ora da osservare ma e' vero che il corteggiamento dei big del Pd a Casini e' quotidiano nonostante Antonio Di Pietro chieda al contrario di darsi una mossa nel costruire l'alleanza Pd-Idv-Sel convinto che ''e' sbagliato inseguire Casini, come fosse una bella donna che non si concede''.
Oltre alle alleanze, Bersani punta a radicare i consensi nel paese, da un lato rafforzando con una direzione ad hoc il partito perche' ''mentre il Pdl sta confusamente cercando di inseguire un'idea che si chiama partito ma hanno perso il passo, noi andiamo avanti''. Dall'altro, avviando a partire dalla conferenza nazionale sul lavoro il prossimo week end a Genova un confronto a 360 gradi con i lavoratori non solo quelli storicamente piu' vicini al centrosinistra. I flussi elettorali, spiegano al Pd, hanno evidenziato un avvicinamento di lavoratori nuovi: commercianti, partite Iva, professionisti che dopo la crisi sono ora, sostiene Bersani con i suoi, ''in cerca di protezione sociale''. La strategia del Pd e' dunque di prepararsi al voto nella convinzione che le lacerazioni della maggioranza non sono sanabili e che prima o poi il governo implodera'. Quindi anche se il Pd presentera' una propria risoluzione in Parlamento, ''la palla e' nel loro campo'' e si tratta solo di aspettare gli smottamenti progressivi a partire dagli ultimatum annunciati dai leghisti per Pontida. Ma all'appuntamento elettorale Bersani vuole presentarsi provando a cambiare la legge elettorale non solo perche' il Porcellum ''e' devastante'' per i partiti ma anche perche', ha spiegato oggi in segreteria, ''non si puo' ignorare la domanda di partecipazione arrivata dal referendum''. Tentativi che il Pd fara' cercando prima di tutto l'appoggio dell'opposizione mentre e' chiusura da parte del Pd alla proposta del Pdl a Palazzo Madama per introdurre il premio di maggioranza nazionale anche al Senato.