FIRENZE, 4 SET – ''Se Rosy Bindi quest'estate ha avuto il tempo per rileggere lo statuto del Pd non puo' non aver visto che c'e' una norma che impedisce di candidarsi per piu' di tre legislature. Lei e' alla sesta''. Cosi' il 'rottamatore' Matteo Renzi, in un'intervista alla Nazione di Firenze, replica al presidente del Pd che venerdi' scorso aveva sottolineato che se il sindaco di Firenze intende candidarsi alle primarie ''deve prima dimettersi dal Pd'', perche', proprio in base allo statuto del partito, ''per il Pd il candidato e' il segretario''.
Per Renzi ''il problema non e' il candidato, ma allargare il consenso del Pd. Non basta parlar male di Berlusconi per vincere. Di solito i partiti cercano di prendere un voto in piu'. E' poco democratico buttare fuori chi non e' omologato''. Assicura poi che non sara' ''mai uno che parla male dei propri compagni di strada'' e a certe critiche di protagonismo nei suoi confronti (Pier Luigi Bersani aveva esortato ad evitare ''personalismi''), arrivate anche da alcuni rappresentanti dei 'Tq', i trentenni-quarantenni riuniti a Pesaro, il leader dei rottamatori fa sapere che lui rispetta ''il giudizio di chiunque'', ma ''non e' insultando gli altri che si risolvono i problemi del Pd e, soprattutto, dell'Italia''.
In merito alla volonta' di candidarsi, Renzi ribadisce che vuole ''continuare a fare il sindaco, anche per il secondo mandato'', perche' ''Firenze vale piu' di qualsiasi ministero'', ma sottolinea comunque che ''la nuova generazione non puo' limitarsi a criticare'' e che ''deve avere il coraggio di presentare delle idee e un candidato che le sostenga. Ho anche detto che penso e spero che ci sia un altro candidato migliore di me''. Secondo Renzi, poi, la pubblicazione su internet di tutti i redditi e' solo ''una misura spot'' e la classe politica ''sembra vivere sulla luna''.
