ROMA, 17 SET – Il governo e' in buona salute e durera' fino al 2013. Il giorno dopo l'avvertimento lanciato da Umberto Bossi all'alleato, convinto che il traguardo sia invece ''troppo lontano'', il Pdl fa quadrato intorno al premier e assicura che l'esecutivo arrivera' alla fine della legislatura con l'obiettivo di portare a termine le riforme e magari anche di riportare nella 'casa dei moderati' l'Udc.
Dopo settimane di tensioni nella maggioranza, con le divergenze tra Carroccio e Pdl sulle misure da inserire nella manovra e gli sviluppi delle vicende giudiziarie del premier, le parole del Senatur sono arrivate come fumo negli occhi dei pidiellini, impegnati nel frattempo a respingere anche gli attacchi delle opposizioni che chiedono a gran voce un passo indietro del premier.
E non basta Roberto Calderoli che con una battuta (''Fini chi?'') stronca Fini e il suo auspicio di un nuovo presidente del consiglio e un nuovo governo, a stemperare il clima di sospetto in casa Pdl nei confronti dell'alleato.
L'intervento del Senatur, che probabilmente serviva in primis a rincuorare la base 'lumbard' sempre piu' insofferente, ha di certo ottenuto l'effetto di compattare le diverse anime del Pdl che, messe da parte per un giorno le fibrillazioni interne, si e' lanciato a spada tratta in difesa del governo.
Di buon mattino comincia Gaetano Quagliariello, dal convegno del Pdl di Cortina, a chiarire all'alleato che ''non ci sono alternative'' e che ''di qui al 2013'' non c'e' ''all'orizzonte qualcosa di piu' durevole''.
Anche perche' una crisi adesso ''sarebbe un salto nel buio'', mentre l'esecutivo fino ad ora ha dimostrato ''di avere la maggioranza e di essere coeso''. In piu, come sottolinea Antonio Tajani, in questa situazione economica l'Italia ''ha bisogno di stabilita' '' e di mettere in campo ''riforme importanti e strutturali''.
A respingere le alchimie di possibili governi tecnici, di responsabilita' o simili, e' anche il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, che chiarisce come ''oltre questo esecutivo c'e' solo il voto''. Dello stesso tenore l'intervento di Giancarlo Galan, che mette in guardia da ''pastrocchi di fine legislatura''.
Le elezioni anticipate, comunque, ''a meta' del guado'', incalza il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, sarebbero ''masochistiche'' perche' ''perderemmo, e perderemmo male''. Bisogna quindi concentrare tutti gli sforzi, e il messaggio e' diretto non solo a Bossi, ma anche a Giulio Tremonti, per ''fare le riforme'' e far ''crescere l'economia'', dopo aver raggiunto il ''risultato storico'' del pareggio di bilancio nel 2013.
Per puntellare meglio il governo ''con una maggioranza piu' ampia'', l'ideale sarebbe ''riunire tutti i moderati che si ricollegano al popolarismo europeo'', spiega Maurizio Sacconi, sottolineando che ''un'intesa con l'Udc sarebbe auspicabile anche domani mattina''. Dello stesso parere anche Maria Stella Gelmini e Altero Matteoli, secondo il quale ''non bisogna farsi ingannare dagli interventi nei comizi che ognuno fa'' ma invece ''lavorare per tentare di ricostruire il vecchio centrodestra'' con Casini.
Il ministro del Lavoro, poi, ci tiene a spazzare il campo da ipotesi di 'manovre' dentro il Pdl per attrezzarsi al 'dopo Berlusconi': ''Nella maggioranza nessuno pensa ad una exit strategy'', chiarisce Sacconi, ma ''siamo tutti impegnati a concludere questa legislatura con questo governo, con questo presidente del consiglio, convinti che questo sia l'oggettivo interesse di un'Italia che non deve avere soluzioni di continuita' nel suo percorso di governo''.