ROMA – ''Servono i nervi saldi e serve
soprattutto mettere le mani a una rivisitazione del programma di
governo che coniughi rigore e crescita''. E' la strada per il
dopo-ballottaggi indicata da Fabrizio Cicchitto in un'intervista
al Corriere della Sera: ''A cio' – prosegue – va aggiunto un
intervento per rilanciare il Pdl, per superarne le
contraddizioni, radicandolo sul territorio e dandogli regole
democratiche alle quali tutti devono attenersi''.
Insomma per il capogruppo Pdl alla Camera ''non e' il
momento delle correnti, delle firme sotto a un documento'', ma
semmai quello di ''prendere di petto la questione'': e' un
partito ''forte'', dice, quello che serve per ''difendere un
leader carismatico come Silvio Berlusconi''. A proposito del
caso sollevato nel Lazio da Renata Polverini, Cicchitto invita
ad evitare ''valutazioni drammatiche e soluzioni traumatiche'' e
ribadisce ''fiducia'' alla governatrice: ''le questioni interne
– precisa – vanno esaminate nei prossimi giorni senza inutili
polemiche'', mentre ''atti individuali quali il passaggio da un
gruppo della maggioranza a un altro della stessa maggioranza
possono essere materia di discussione interna ma non ragione di
crisi''.
Sui ballottaggi Cicchitto e' chiaro: ''comunque vada il voto,
un campanello d'allarme e' stato suonato e va ascoltato'', ma
nessuno puo' considerare queste elezioni amministrative ''alla
stregua di elezioni politiche per cui il governo si deve
dimettere, si cambia maggioranza e cosi' via''. ''Buoni'' i
rapporti con la Lega, ma ''l'unita' politica e amministrativa
dello Stato'' non si tocca: per Cicchitto ''i margini di
intervento'' sulla proposta di trasferire alcuni ministeri
''vanno indirizzati nel senso indicato da Berlusconi qualche
giorno fa''.
