ROMA – Nasce nel Pdl una fronda contro le 'candidature imposte dall'alto'. A guidarla e' Edmondo Cirielli, presidente della provincia di Salerno e presidente della commissione Difesa della Camera.
Il parlamentare, che ha gia' annunciato l'intenzione di uscire dal gruppo del Pdl per come e' stato gestito il capitolo rifiuti dal governo, ha scritto una lettera a tutti i parlamentari del Pdl e a gran parte degli amministratori locali del suo partito, nella quale fa il punto sulle cause che hanno portato alla sconfitta elettorale e referendaria e nella quale si prende posizione contro ''qualsivoglia 'scelta calata dall'alto''' per quanto riguarda le candidature.
In piu', Cirielli, ha messo a punto una proposta di modifica dello Statuto del Pdl che intende presentare al Consiglio Nazionale del 1 luglio. In questa, si chiede tra l'altro, che i candidati alle elezioni nazionali ed europee vengano scelti ''per almeno il 75% dei posti da ricoprire, tra coloro che abbiano fatto parte, almeno una volta, delle Giunte o degli organi assembleari elettivi di comuni, Province o regioni''.
E poi si propone che le candidature per le elezioni politiche nazionali vengano stabilite dai rispettivi ''Coordinamenti regionali su proposta dei coordinamenti provinciali''. Analogo il discorso per quelle europee: le candidature dovranno essere stabilite dall'Ufficio di presidenza su proposta dei Coordinamenti regionali delle circoscrizioni interessate''.
Numerosi esponenti del Pdl, secondo quanto si e' appreso, avrebbero fatte proprie le istanze di Cirielli.
Tra le cause che avrebbero portato il Pdl alla 'debacle' elettorale e referendaria, Cirielli ha individuato anche ''la subalternita' agli alleati della Lega (che e' stata nociva anche per loro)'', oltre a ''qualche nostra leggerezza'' e al ''disagio organizzativo del partito''.