ROMA – ”Ho riletto il mio intervento e mi sono condiviso”. Massimo Corsaro, il deputato del Pdl al centro delle polemiche anche all’interno del suo partito per il suo intervento in Aula contro la magistratura, spiega a Repubblica che il suo intento è solo quello di ”mettere in sicurezza Silvio, tutelarne l’integrita’ politica”, visto che ”l’attacco giudiziario nei suoi confronti è senza pari”, ma che le sue parole sono state fraintese. ”Contestavo – dice – l’adesione acritica di Futuro e Libertà a tutta la magistratura” e ”il riferimento a Moro era strumentale a una data, niente di ideologico”.
“E’ il capogruppo vicario deve rappresentare tutte le anime del Pdl”. Più o meno così un capannello di deputati, tutto ex Fi, commenta l’intervento di Massimo Corsaro poco prima della sospensione dei lavori dell’Aula. Diversi parlamentari azzurri rimproverano a Corsaro di essere caduto nelle provocazioni del deputato di Fli Fabio Granata: ha usato argomentazioni che vanno bene per comizi non per intervenire dentro la Camera.
Un malumore, quello di molti deputati del Popolo della Libertà , che coinvolge non solo l’ala azzurra che fa capo a Claudio Scajola ma anche parlamentari provenienti da storie diverse come Mario Baccini ed ex socialisti. Parole bocciate anche dai deputati responsabili. In realta’, spiegano diversi dirigenti pidiellini, l’intervento di Corsaro ha colto Fabrizio Cicchitto e anche gli altri capigruppo.
