Pdl:correnti in fermento, dopo ballottaggi rilancio

ROMA 29 MAG Ad urne ancora aperte – ROMA, 29 MAG – Ad urne ancora aperte, con i
ballottaggi per Milano e Napoli in corso, le 'correnti' del
Popolo delle Liberta' sono in fermento e scoprono le carte per
il dopo. Vecchi malumori si intrecciano con nuove fratture (i
LibDem lasciano il governo dopo tre settimane) e fanno squillare
campanelli d'allarme nel partito di Silvio Berlusconi che, ad
ora, sembra invece voler spendere tutte le sue energie
sull'Esecutivo.
Dunque, non si attende il 'day after' per dare una prima
definizione delle linee sulle quali costruire il rilancio del
partito di maggioranza relativa. Interviene Franco Frattini,
legato all' associazione 'Liberamente', considerata una
componente moderata del partito.
Il ministro degli Esteri, rilevando che e' finita la stagione
del 'triumvirato' dei coordinatori, propone la costituzione di
un 'direttorio' che – spiega dalle colonne del Corriere della
Sera – sia un ''organismo di collegamento'' una sorta di
''segreteria politica'' in grado di rappresentare tutte le anime
del Pdl. ''Non giova a nessuno – ammonisce il titolare della
Farnesina – una balcanizzazione del Popolo delle Liberta'''. Se
non c'e' un pericolo immediato, se la nave non affondera'
qualunque sia l'esito dei ballottaggi, non si puo' tuttavia
fingere – spiega ancora – che non ''ci sono problemi''.
Dal ''caso Scajola aperto'', alle ''sofferenze'' di parecchi
ex An'', fino alla minaccia di un gruppo autonomo che si
potrebbe saldare attorno a Gianni Alemanno: ''non si puo'
pensare che il triumvirato faccia da solo''. Senza un organismo
che funga da ''cinghia di trasmissione'' nel partito, avverte
Frattini non avremo ''spinte centripete, ma centrifughe''.
Chiamato in causa in qualita' di coordinatore nonche' ex
aennino, Ignazio La Russa nega che problemi sorgano dal ''solo
triumvirato'' ed indica, quale priorita' e urgenza del Pdl, un
nuovo congresso. Il ministro della Difesa ritiene che sia questa
la sede migliore per ''adeguare la struttura che avevamo
immaginato'' nelle assise del 2009 ''alle mutate condizioni
politiche e sociali'' del Paese.
La proposta del ''direttorio'' non piace ad Osvaldo Napoli,
perche' ''sa tanto dei vecchi 'caminetti' Dc, luoghi dove
avveniva la spartizione o l'aggiustamento delle quote di potere
con soddisfazione delle correnti''. Il vicepresidente dei
deputati pidiellini, che non fa parte di correnti, spiega di
essere ''perplesso sull'utilita''' dello strumento indicato da
Frattini ''anche per la ragione che la rappresentazione in esso
delle varie 'componenti', senza un lavoro di sintesi politica e
programmatica, farebbe rientrare dalla finestra la
balcanizzazione cacciata dalla porta''. Napoli sottolinea che,
per il rilancio, va trovata ''una ricetta politica'' legata a
temi reali. E cita, fra gli altri, le politiche per sostenere la
famiglia, la giustizia, e non ultimi, i temi sollevati dai
referendum: una convinta ''politica nuclearista'' e di
''liberalizzazione dei servizi pubblici locali, e non solo di
quelli idrici''.
Non correre, aspettare almeno la fine dei ballottaggi, chiede
invece Isabella Bertolini, perche' ''dopo ci sara' modo e tempo
per discutere insieme i suggerimenti che tutti i protagonisti
del Pdl saranno chiamati a mettere in campo''. Da sempre vicina
al premier, la vice capogruppo a Montecitorio, fissa un paletto:
''un solo punto non puo' essere messo in discussione, ossia la
leadership di Silvio Berlusconi''. E intanto il Cavaliere
indugia tra un 'predellino 2' e il lasciare le cose grosso modo
cosi' come stanno puntando tutto, al momento, si ragiona in
ambienti del partito, sul puntellamento di maggioranza e
governo.

Published by
Lorenzo Briotti