Penati agita il Pd. Bersani: "Dolore, ma non ci sono ombre su di noi"

ROMA, 27 AGO – Filippo Penati si è autosospeso ieri dal Pd, ma la vicenda continua ad agitare i Democratici. Il leader Pier Luigi Bersani, pur soddisfatto del 'passo indietro' dell'ex capo della sua segreteria politica, convoca per il 5 settembre la commissione di garanzia per ''una immediata verifica a tutela della onorabilita' del partito'', venendo in qualche modo incontro alla linea 'severa' espressa ancora oggi da alcuni esponenti dei Democratici.

Da parte sua Penati si dice immediatamente pronto ''a mettere a disposizione della commissione quanto utile per la ricostruzione dei fatti che mi hanno investito''.

Parole e disponibilità che pero' non alleggeriscono i commenti politici su di lui. "C'è la verità giudiziaria. Ma la prescrizione non cancella i fatti. Se le accuse fossero vere il Pd non potrebbe consentire a un personaggio così di restare all'interno del partito", dice il senatore del Pd e già Procuratore capo di Milano Gerardo D'Ambrosio, intervistato dal Corriere della Sera. Per l'ex Pm, infatti, ''il caso Penati sara' la cartina di tornasole della diversita' morale e politica'' del partito nelle cui liste e' stato eletto a Palazzo Madama.

Sullo stesso punto si soffermano diversi esponenti del centrodestra, ma per negare, come Maurizio Gasparri, la presunta 'superiorita' morale' della sinistra'', oppure ridicolizzarla, come Mario Borghezio. Anche Giorgio Oldrini, sindaco Pd di Sesto, si sente di chiedere qualche cosa in piu' dei ''passi indietro. Lui – dice riferendosi a Penati – in questi mesi ha sempre rivendicato la sua totale estraneita' ai fatti che gli vengono contestati. Spetta a lui con i suoi legali valutare se rinunciare alla prescrizione…''.

Due gli argomenti che stanno a cuore a Bersani: primo, si tratta di una ''vicenda dolorosa'' dalla quale deve nascere una regola stringente, valida per tutti: si deve rispettare l'operato dei giudici, senza frapporvi ostacoli. Secondo, ''chi, del Pd, e' coinvolto in indagini'', deve fare un passo indietro, e Penati ''ne ha fatti tre o quattro'' e ''questo gli va riconosciuto''.

Bersani, che parla a margine del meeting Cl di Rimini – e poi nuovamente a Pesaro alla festa nazionale del Pd -, sottolinea di essere, quale segretario del partito, il piu' interessato ''a che non ci siano alcune ombre'' sui Democratici.

Dopo D'Ambrosio anche un altro ex magistrato e attuale senatore democratico, Felice Casson, prende posizione convinto che non si tratti di un episodio isolato: ''E' evidente – dice in una intervista a 'Libero' – che c'e' un problema di etica pubblica'' e di fronte a questo il Pd ''dovrebbe riflettere e agire prima e di piu'''.

''Siamo davanti ad un sistema, antico e mai morto e Penati e' un Greganti al cubo''. Questo il duro giudizio del Pdl che, per bocca del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, mette in evidenza che l'ex presidente della provincia di Milano è stato ''il braccio destro di Bersani''. Quindi , argomenta Gasparri, appare ''risibile immaginare che il segretario Pd non conosca logiche e fatti'' che emergono da questo caso.

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Maria Elena Perrero