ROMA – Pino Rauti è morto a 86 anni il 2 novembre a Roma alle 9,30 del mattino. I funerali saranno celebrati lunedì 5 novembre alle 12,30 nella chiesa San Marco in Piazza Venezia.
Politico e giornalista italiano fu tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano nel 1946, Msi, di cui fu segretario tra il 1990 e il 1991, quando lasciò l’incarico a Gianfranco Fini.
Rauti, all’anagrafe Giuseppe Umberto Rauti, nacque a Cardinale il 19 novembre 1926. Fin da giovane dimostrò il suo impegno in politica e nei primi anni Cinquanta contribuì a dare vita all’organizzazione neofascista delle Far, Fasci di Azione Rivoluzionaria, insieme ad esponenti della corrente “pagana e germanica” della prima organizzazione, che fu sciolta nel 1947.
Il 24 maggio 1951 fu arrestato dopo due attentati presso il Ministero degli Esteri e l’ambasciata statunitense di Roma insieme a Fausto Gianfranceschi, Clemente Graziani, Franco Petronio, Franco Dragoni e Flaminio Capotondi. Tra gli arrestati anche il filosofo Julius Evola, considerato l’ispiratore del gruppo.
Il processo si concluse il 20 novembre 1951. Rauti venne assolto assieme ad Evola ed Erra. Graziani, Gianfranceschi e Dragoni furono condannati a un anno e undici mesi. Altri dieci imputati a pene minori. Tutti gli altri vennero assolti. Con la fine del processo si concluse definitivamente anche l’adozione della sigla Far.
Nel 1954 diede vita al centro studi Ordine Nuovo dopo la vittoria dei fascisti in doppiopetto e la nomina a segretario di Arturo Michelini. Nel 1956 Ordine Nuovo uscì da Msi e registrò dai 2000 ai 3000 iscritti.
Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, ha dichiarato: “Nella storia della destra italiana gli anniversari, le ricorrenze, il calendario hanno sempre avuto un posto d’onore. E’ la cultura della memoria. Pino Rauti sembra aver scelto apposta la ricorrenza dei defunti per lasciare questo nostro mondo e le macerie di un tempo che scorre senza valori. Rauti ha caratterizzato profondamente, con le sue idee, una comunità. Io militavo dalla parte di Almirante, ma ammiravo quest’uomo dal carisma che scuoteva le coscienze. La sua capacità di vedere prima le cose che sarebbero accadute dopo. Con la sua morte, tutti noi ci rimettiamo qualcosa, anzitutto in cultura. La Destra italiana si inchina con commozione”.