EMPOLI (FIRENZE), 9 SET – ”Le due precedenti manovre pesano 900 milioni sulle nostre casse. Quest’ultima ancora non lo sappiamo. E’ cosi’ complessa che non riusciamo neanche a capire quale sara’ la penalizzazione”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, intervenendo ad una tavola rotonda alla Festa nazionale sanita’ del Partito democratico a Empoli.
”Ogni giorno cambia – ha aggiunto – e ha aspetti che sembrano premianti ma se da un lato vanno a premiare alcune Regioni, dall’altro vanno a penalizzare quelle Regioni che hanno dato prova di poter cambiare in termini positivi”.
La governatrice si chiede ”se riusciremo a garantire l’universalita’ del servizio sanitario regionale”. ”Ci riusciremo – dice – forse solo perche’ il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e’ uno dei pochi che garantisce una interlocuzione”.
”Il ministro – ha aggiunto Polverini – padroneggia la materia, e dunque sul tema della sanita’ sappiamo di avere un interlocutore mentre su altri temi non c’e’ affatto”. Il ministro Fazio, nel corso del dibattito, ha poi voluto sottolineare come nel campo della sanita’ ”il Lazio abbia fatto un lavoro straordinario”.
”E’ ovvio che in questa manovra ci sono scelte forti, ma e’ evidente che con la riduzione dei trasferimenti c’e’ il rischio che tutte le Regioni vadano in piano di rientro”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, intervenendo ad una tavola rotonda alla Festa nazionale sanita’ del Partito democratico a Empoli.
”E’ un momento difficile ma una cosa e’ certa: non vogliamo passare alla storia come quelli che hanno interrotto l’universalita’ del servizio sanitario o hanno dovuto spostare, per necessita’ o virtu’, il peso sui privati”, ha continuato la governatrice. ”Non possiamo misurare la salute delle persone in base al reddito. Compartecipare – ha proseguito – significa individuare i soggetti per fasce di reddito, ma individuare il soggetti non e’ un compito semplice. Gia’ rischiamo di diventare solo delle grandi Asl – ha concluso Polverini – se poi diventiamo anche quelli che chiedono contributi diversificati…”.