ROMA – Non tanto ''il posto fisso''. Quanto ''tutele, rispetto delle competenze, continuità del reddito''. Sono queste le richieste dei precari che Maurizia Russo-Spena avrebbe chiesto al ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ''se non fosse andato su tutte le furie appena ha sentito nominare la Rete precaria''. Lo spiega la stessa figlia dell'ex senatore di Rifondazione, Giovanni Russo Spena, precaria da 15 anni, ora ''di lusso'' perché guadagna ''1800 euro al mese, ma a novembre scado'', intervistata da Repubblica.
Parlando anche con altri quotidiani, tra cui Stampa e Corriere della Sera, aggiunge che avrebbe voluto chiedere al ministro ''se si è mai domandato qual è la faccia del fallimento della sua innovazione'', ''un lavoro precario, senza tutele e riconoscimento''.
La donna respinge al mittente le accuse di provocazione: ''il provocatore è lui, la smettesse di insultare i precari dicendo che non hanno voglia di lavorare''. Andare a scaricare le cassette di frutta? ''Anche questa è una dimostrazione del sotto impiego delle alte professionalità del nostro Paese. Ci andasse lui a scaricare le cassette''.
Comunque, conclude, ''noi volevamo avere solo avere voce, e il ministro, grazie al suo atteggiamento nevrotico, ce l'ha data''.
