SASSUOLO – ''I lavoratori atipici, quelli veri, sono quelli del settore privato''. Parola di Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione che, da Sassuolo, ha chiarito nuovamente le proprie parole rispetto alla rete dei precari romani della pubblica amministrazione che nei giorni scorsi ha cercato di fargli una domanda durante un convegno.
Il ministro ha ribadito che, a suo avviso, la parte peggiore dell'Italia era riferito ''a chi fa di mestiere il contestatore, il bloccatore di convegni, il fischiatore con un'autorappresentazione a dir poco narcisistica, molto egoistica e di nessuna rappresentanza''. Al contrario, ha continuato, citando ''un mondo vero che invece soffre'', ''penso agli atipici della stampa che lavorano tanto e guadagnano poco, ai tecnici del mondo del giornalismo, agli operatori dei call center. Tutti del privato – ha detto -, guarda caso''. E ha concluso: ''Penso un po' meno agli atipici o sedicenti precari molto presenti nel mondo romano, spesso con nomi importanti e che sono figli della casta, lasciatemelo dire perche' io sono figlio di un ambulante''.
Riferendosi poi ai precari della Pubblica amministrazione il ministro li ha di fatto definiti ''un regalo del governo Prodi a quello Berlusconi'' per ''aver fatto il pieno di precari ma senza risorse. Quindi era un modo per il governo Prodi di salvarsi l'anima''.
La sede della conferenza stampa e' stata spostata dalla sede del Comune al Palazzo Ducale ''per ragioni di ordine pubblico'', ma i temuti tentativi di contestazioni non ci sono stati.
