ROMA – Il governo fa marcia indietro sui punti più controversi della legge sulle intercettazioni, sperando così di poter incassare un via libera alla prescrizione breve. Lo spiega Wanda Marra in un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano sabato 9 ottobre che apre citando il deputato dell’Udc Roberto Rao, il quale che ha dichiarato in queste ore: “Sulle intercettazioni la maggioranza sta cercando di trattare e sta mostrando il suo volto più dialogante. Così alla Camera fanno la figura dei buoni e poi si incattiviscono al Senato, dove c’è la prescrizione breve”.
L’impressione sembra essere, scrive Wanda Marra “che la legge sulle intercettazioni si sia un po’ arenata, di fronte alle dimissioni da relatrice di Giulia Bongiorno, che ha chiuso ad ogni possibilità di accordo tra maggioranza e Terzo Polo. Maggioranza che non se la sente di mettere la fiducia. Troppo rischiosa. Tant’è vero che a parlare del provvedimento in Aula si tornerà mercoledì e il week-end è affidato alla riflessione (e alla ricerca di una mediazione)”.
La mediazione che il Pdl starebbe cercando la spiega in una frase il nuovo relatore della legge sulla intercettazioni Enrico Costa. La giornalista del Fatto spiega infatti che Costa “continua a ripetere da quando ha avuto l’incarico che il suo tentativo è quello di ‘allargare il consenso’ per il provvedimento. Praticamente, il progetto è quello di fare marcia indietro sui due punti più controversi (e dunque praticamente tornare al testo frutto della mediazione Bongiorno): ‘Stiamo ragionando – spiega Costa – sulla possibilità di avvicinare il momento dell’udienza filtro a quello in cui viene emessa l’ordinanza di custodia cautelare che fa riferimento ad intercettazioni, fermo restando che l’udienza filtro deve restare il momento di selezione delle intercettazioni e della loro pubblicazione'”.
L’altra retromarcia allo studio del Governo sarebbe quella che prevede il carcere ai giornalisti per la pubblicazione di intercettazioni irrilevanti. “In questo modo, evidentemente, – spiega l’articolo del Fatto – il Pdl spera di portare a casa un provvedimento che Berlusconi continua a sbandierare come essenziale, che molti osteggiano, alcuni non si possono troppo permettere (la Lega) e ad altri non dispiace. In questa chiave, spaccare il Terzo Polo potrebbe essere una soluzione: Fli promette che si opporrà comunque, l’Udc è più possibilista” .
“La prescrizione breve (quella che consente al premier di evitare la sentenza Mills) – conclude Wanda Marra – arriva in Commissione Giustizia al Senato. Con i numeri di Palazzo Madama può diventare legge in due settimane”.