ROMA-Processo breve, intercettazioni vietate nelle indagini che non siano di mafia e terrorismo, quindi vietate nelle indagini su corruzione e truffa, multa in denaro da centomila euro e forse anche di più ai giudici che si ostinano a intercettare fuori di questi limiti e ai magistrati che intercettano sospetti di reato che poi dovessero risultare innocenti. Sono queste le tre proposte di legge del governo e del Pdl come ha fatto sapere il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Dunque processi, anche e soprattutto quelli in corso, che si autodistruggono come i messaggi di “Missione Impossibile”, niente intercettazioni quando “lavori” su appalti e dintorni e giudici che pagano di tasca loro se si azzardano, così imparano. Se si sparge la voce nel mondo forse l’Italia risolve uno dei problemi che affligge la sua economia: la mancanza di investimenti esteri in Italia.
Se si sparge la voce che in Italia i processi evaporano, non si intercetta e i giudici sborsano, allora saranno molte le “imprese” e le “multinazionali” che verranno qui ad investire. Deve essere questa parte integrante della “frustata” che il governo si appresta ad assestare all’economia: chi è interessato, competente e pratico saprà presto che in Italia non c’è più l’intralcio dei processi, la violazione di privacy delle intercettazioni e l’impunità della magistratura. Se si sparge la voce sono molte nel modo le imprese che potrebbero “localizzare” la loro attività in Italia. Oltre a quelle “campioni” già insediate soprattutto in Calabria e Sicilia e Campania, hanno manifestato interesse imprese russe, giapponesi, centro e sudamericane.