MILANO, 17 GIU – Silvio Berlusconi tornera' a Palazzo di Giustizia di Milano, dopo essere rimasto 'lontano' dai suoi processi per oltre un mese.
L'ultima volta che si era presentato in aula, infatti, era il 16 maggio scorso e nel capoluogo lombardo si votava per le elezioni comunali, poi vinte da Giuliano Pisapia.
Domani, salvo ripensamenti o impegni dell'ultimissimo minuto, il presidente del Consiglio, come hanno confermato anche oggi fonti legali, si siedera' sul banco degli imputati per ascoltare la deposizione di un teste 'chiave' del processo Mills, l' armatore Diego Attanasio, citato dal pm Fabio De Pasquale. Attanasio, originario di Napoli e in passato cliente dell' avvocato inglese David Mills, avrebbe dovuto presentarsi per testimoniare lo scorso 23 maggio, ma dalla Namibia, dove vive, aveva fatto sapere di essere malato. Cosi' i giudici hanno dovuto fissare un'udienza 'di recupero'. Comincera' domani alle 10 nella solita grande aula della prima Corte d'Assise d' appello, presidiata dai carabinieri, con le transenne all' esterno per regolare il flusso di cronisti e pubblico e con i teloni all'interno per coprire le gabbie dei detenuti. Attanasio era gia' stato sentito nel 2007 nel corso del processo a carico proprio di Mills – per cui la Cassazione ha dichiarato prescritto il reato, dopo la condanna a 4 anni e mezzo in primo e secondo grado – smentendo la tesi della sua difesa. Per i difensori del legale inglese, infatti, quei 600 mila dollari al centro del processo, che secondo l'accusa Berlusconi avrebbe versato a Mills per 'ringraziarlo' per aver reso testimonianze reticenti in due vecchi processi, non erano altro che soldi affidati all'avvocato d'affari da Attanasio, affinche' li investisse. Sentito in aula, l'armatore disse pero' di non aver mai dato a Mills quella cifra. Stando alle indagini del pm De Pasquale, Attanasio sarebbe stato, invece, il beneficiario di un trust alle Bahamas su cui transitarono, nell' ambito di un vorticoso giro finanziario, quei soldi versati a Mills da Berlusconi, che e' imputato per corruzione in atti giudiziari. In totale, dalla ripresa dei suoi processi milanesi, dopo la 'bocciatura' parziale della legge sul legittimo impedimento da parte della Consulta, ossia dal 28 marzo scorso (udienza Mediatrade), il presidente del Consiglio era venuto a Palazzo di Giustizia in veste di imputato per cinque volte in poco piu' di un mese, facendosi cosi' revocare la contumacia in tutti i processi, tranne quello sul caso Ruby. Una 'strategia' che sembrava ormai consolidata, poi interrotta per un mese, proprio mentre dal punto di vista politico per il centrodestra arrivava la sconfitta alle amministrative, seguita dai quattro 'si'' ai referendum. L'ultima volta che si era presentato era stato proprio per il caso Mills, processo su cui incombe la 'tagliola' della prescrizione che scadra' a gennaio. Mancano ancora 14 testimoni da sentire, alcuni anche per rogatoria internazionale, e dunque gia' da domani l'accusa potrebbe chiedere ai giudici della decima sezione di fissare udienze anche non di lunedi', il giorno scelto per i processi al premier dopo un accordo tra i suoi legali e la Presidenza del Tribunale. Da quanto si e' saputo, infine, il presidente del Consiglio avrebbe l'intenzione di essere presente anche lunedi' prossimo, 20 giugno, quando in calendario c'e' un'altra udienza del processo Mills.