MILANO, 29 GEN – Silvio Berlusconi e' atteso domani a Palazzo di Giustizia di Milano per rendere dichiarazioni spontanee nell'ambito dell'udienza preliminare in cui e' accusato di rivelazione di segreto d'ufficio per la fuga di notizie sull'ormai famosa intercettazione Fassino-Consorte.
Come hanno fatto sapere i suoi legali, l'ex presidente del Consiglio, salvo improvviso cambio di programma si presentera' davanti al gup Maria Grazia Domanico per affermare la sua estraneita' alla vicenda. Poi ci saranno le repliche delle parti e la decisione del giudice.
Berlusconi, invece, non sara' al processo Ruby fissato sempre per domani: a causa della sovrapposizione con l'udienza preliminare non si sa se verra' rinviato di qualche ora per consentire ai difensori dell'ex capo del Governo, Niccolo' Ghedini e Piero Longo, di partecipare oppure comincera' come stabilito dal Tribunale all'ora 'canonica', cioe' alle 9.30 di mattina. I due avvocati venerdi' scorso, per protesta, avevano abbandonato l'aula nominando come sostituti i colleghi Filippo Dinacci e Giorgio Perroni.
Per il caso Unipol, lo scorso 5 dicembre il neo procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, aveva chiesto il rinvio a giudizio dell'ex premier mentre la sua difesa il proscioglimento.
Berlusconi, stando a quanto stabilito dal gup Stefania Donadeo che mesi fa formulo' l'imputazione coatta, sarebbe stato consapevole che l'intercettazione in cui Fassino diceva all' allora numero uno di Unipol ''Allora, abbiamo una banca?''', era stata 'trafugata' quando esisteva solo come file-audio agli atti dell'indagine sulla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol ed era coperta da segreto istruttorio. E sempre secondo il giudice l'allora premier, ''ascoltando la conversazione, compiacendosi e dimostrandosi riconoscente verso Raffaelli e Favata'', i due imprenditori che gliela fecero sentire ad Arcore il 24 dicembre 2005, ''ha acconsentito esplicitamente che il fratello Paolo (gia' rinviato a giudizio, ndr)'', anche lui presente a Villa San Martino ''e fautore dell'incontro, completasse il regalo ricevuto, ovvero pubblicasse la notizia''. Il contenuto del 'nastro' fini', infatti, in prima pagina il 31 dicembre 2005 su 'Il Giornale'. Il pm Romanelli, che inizialmente aveva chiesto l'archiviazione ritenendo non ci fosse prova della materiale ricezione del file-audio da parte di Berlusconi, in udienza preliminare e in linea con il gup Donadeo ha chiesto il processo sostenendo che il ruolo avuto da Berlusconi nella vicenda debba essere chiarito in dibattimento.