Province, Franceschini: "Sbagliato dare segnali demagogici"

ROMA, 8 LUG – ''Non si vota una cosa sbagliata e demagogica per mandare un segnale. Io mi indigno di fronte a questo ragionamento''. Il capogruppo alla Camera del Pd Dario Franceschini, intervistato da Repubblica, spiega le ragioni del voto dei democratici sull'abolizione delle Province.

''Il ruolo e la soppressione delle Province fanno parte di un tema che si chiama riorganizzazione dello stato, non del tema costi della politica'', sottolinea Franceschini. ''In aula abbiamo applicato, com'e' d'obbligo, il programma con cui ci siamo presentati agli elettori nel 2008, candidato premier Veltroni e io suo vice. Al punto 4 – spiega – si parla di attribuire piu' competenze alle province, ma laddove si costituiscono citta' metropolitane l'ente locale va abolito. Sull'onda di quel punto, e' stata presentata una proposta di legge a prima firma Bersani e prima del voto dell'altro ieri abbiamo fatto una lunga nell'assemblea del gruppo''. ''Le nostre proposte sono di sopprimere o accorpare le province su scelta delle regioni'', prosegue Franceschini, mentre ''la proposta dell'Idv era una proposta puramente di bandiera''. ''Un legislatore non segue gli umori, deve guardare ai costi, all'efficienza, tanto e' vero che in tutti i decreti attuativi del federalismo, un tema del quale tutti si riempiono la bocca, vengono date piu' risorse alle province. Il Pd – aggiunge – propone un percorso organico di riforma della struttura dello Stato. Non vuole fare due urla e sventolare una bandiera''.

Nell'intervista l'esponente democratico interviene anche sui referendum in tema di legge elettorale. ''La direzione e' chiamata a discutere e varare una proposta di legge sensata. Vedere che il Pd rischia di dividersi tra i sostenitori del referendum A e del referendum B e' un problema'', afferma. ''Sui quesiti e' giusto confrontarsi nel partito, ma alla fine e' altrettanto giusto sostenere la posizione comune. Altrimenti replichiamo il male che ha colpito il centrosinistra negli ultimi decenni: si sceglie tutti insieme e il minuto dopo si va in ordine sparso''.

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