Raccordo fantasma: annunciato per il 2010 e mai nato

FIRENZE, 17 MAR – Doveva essere pronta nel 2010 ma la bretella Prato-Lastra a Signa, collegamento tra la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e il comprensorio pratese, e' diventato un raccordo fantasma.

Il costo complessivo dell'opera – quattro corsie per 9,4 chilometri – ammontava inizialmente a 243 milioni di euro, di cui 28,9 milioni di contributo della Regione Toscana. Il via ufficiale alla bretella fu dato dalla commissione tecnica regionale incaricata di valutare la proposta di Societa' autostrade per l'Italia e di un pool d'imprese nel giugno 2004. ''Abbiamo tutti gli elementi per dire con certezza che la bretella si fara'', spiego' l'allora assessore ai trasporti della Regione Riccardo Conti. L'assegnazione dei lavori, con gara, doveva avvenire nel 2005 e i cantieri dovevano essere aperti l'anno successivo. E' del 2006 la convenzione tra la Regione Toscana e la Societa' infrastrutture toscane spa (Sit) per dare il via a quella che fu allora presentata come la prima autostrada regionale in Italia da realizzare con project financing. La Sit, presidente Riccardo Bicchi anch'egli ex assessore regionale, si era costituita in quello stesso anno come associazione temporanea d'impresa con soci di maggioranza Autostrade per l'Italia (46%) e la Camera di commercio di Firenze (31%) ma anche con quote minoritarie dell'ex Btp di Riccardo Fusi e del Consorzio Etruria.

Nel luglio dello scorso anno, infine, l'avvio dell'inchiesta giudiziaria sull'opera infrastrutturale 'fantasma' perche', spiegarono gli inquirenti, ''a tutt'oggi neppure iniziata''. Anche allora le ipotesi di reato avanzate furono corruzione e truffa. Fra gli uffici perquisiti, alcune direzioni generali della Regione Toscana, oltre alle sedi della societa' 'Infrastrutture toscane', che si aggiudico' il project financing, e del consorzio che avrebbe dovuto realizzare l'opera il cui costo, nel 2009-2010, era lievitato fino a raggiungere i 384 milioni di euro.

Ascoltato di recente dai pm come persona informata sui fatti, l'ex presidente della Regione Toscana Claudio Martini, spiego' che proprio il costo elevato dell'opera aveva fatto optare per il project financing e sottolineo' che, quasi al termine della legislatura della giunta da lui guidata, la Regione aveva proposto alla societa' incaricata di rescindere il contratto.

Con l'avvio dell'inchiesta, il nuovo presidente della Regione Enrico Rossi, aveva affermato: ''Non abbiamo fatto partire i lavori nel 2010 perche' con me i lavori alla cieca non partono''. La Regione scegliera' quindi, alla fine del 2011, la strada della querela-denuncia per ottenere indietro i 29 milioni stanziati e spariti nel nulla. La societa' incaricata non ha realizzato l'opera e non ha mai restituito il denaro pubblico. Resta ancora da capire che fine ha fatto.

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Lorenzo Briotti