
ROMA – La Riforma del Lavoro, secondo Sergio Cofferati, richiede uno sforzo maggiore, di idee, di impegno e di interventi, si deve fare inserita in una “sequenza logica” di azioni che includa un reddito minimo di cittadinanza e abbia per asse un patto sociale come quello che salvò l’Italia nel 1993.
Occorre, afferma Sergio Cofferati,
“uno sforzo straordinario da fare insieme , esecutivo e parti sociali, con responsabilità distinte ma lealmente esercitate. Come si fece nel 1993”.
Sergio Cofferati, che è deputato europeo del Pd, è stato segretario generale della Cgil dal 1994 al 2002 e ha vissuto dai vertici delle Organizzazioni sindacali quegli anni di crisi.
In un editoriale pubblicato su Blitz quotidiano, Sergio Cofferati invita Matteo Renzi a
“proporre alle parti sociali una idea di patto per la crescita e la solidarietà, da integrare alle riforme istituzionali che il Governo è chiamato a fare. Ognuno potrà fare con coerenza la sua parte sia sul piano contrattuale che su quello legislativo (autonomo o di supporto)”.
Le riforme del lavoro sono
La sequenza logica in cui porre le Riforme del Lavoro è questa:
“1. una legge sulla rappresentanza,
2. un nuovo e più esteso statuto dei lavoratori,
3. nuovi strumenti e regole negoziali partendo dal contratto unico”.
Sergio Cofferati fa anche sua la proposta di “un reddito minimo di cittadinanza”.