ROMA – I quesiti sull'acqua nel referendum ''sono stati presentati in maniera sbagliata e senza fornire ai cittadini un'informazione sufficiente in merito''. E' quanto afferma Walter Mazzitti, presidente del Comitato Nazionale per il 'no' ai referendum sui servizi pubblici locali e tariffa dell'acqua, intervistato da La Stampa.
Secondo Mazzitti, e' stato proposto uno ''scenario apocalittico'' e ''si e' preferito un approccio ideologico al grido di 'fuori i privati'''.
L'acqua ''resta un bene pubblico – aggiunge Mazzitti – non alienabile. Ma per essere distribuita adeguatamente senza sprechi e in condizioni di massima sicurezza c'e' bisogno di un forte investimento sulla rete, stimato in almeno 100 miliardi nei prossimi anni. Soldi che lo Stato non ha''.
''Per questo e' importante che l'Italia faccia come gia' si fa in tutta Europa – sottolinea – Gran Bretagna e Francia in primis e cioe' chieda l'intervento di capitali privati''.
Il presidente del Comitato per il 'no' aggiunge che il guadagno delle imprese private sarebbe fissato dalla legge in termini percentuali e non puo' essere aumentato.
''Inoltre, non e' la societa' di gestione a fissare le tariffe – conclude Mazzitti – ma il soggetto pubblico, cioe' l'ente locale nella maggior parte dei casi, quindi nessuno puo' pensare di fare i soldi alzando il prezzo dell'acqua''.
